Sei in

Tarassaco, pianta spontanea dalle molte proprietà e buona in cucina

tarassaco, proprietà e uso in cucina

Chi di noi, almeno una volta, non ha resistito alla tentazione di raccogliere un soffione per veder volare i bianchi ombrellini al vento? E’ un gioco che da sempre fanno adulti e bambini, aiutando inconsapevolmente la diffusione di questa pianta, apprezzata sin dall’antichità.

Il tarassaco (Taraxacum officinale) è una pianta erbacea, appartenente alla famiglia delle Asteraceae. E’ conosciuto come dente di leone, soffione, cicoria selvatica. In alcune regioni è chiamato piscialetto, a causa delle sue riconosciute proprietà diuretiche. Da Febbraio a Ottobre lo troviamo praticamente ovunque: è un’erba selvatica infestante. Cresce in pianura e in montagna, ama i prati e i terreni incolti, nasce persino tra le crepe dei marciapiedi. Con i suoi vivaci fiori gialli colora con allegria prati e bordi delle strade. In natura è molto importante, perché attira api e coccinelle.

il tarassaco ha proprietà diuretiche

Tarassaco, proprietà e benefici

[AdSense-C]

I benefici e gli effetti positivi sulla salute sono noti e documentati da secoli.  Ancora oggi è usato in fitoterapia come rimedio naturale a molti disturbi. Questo grazie ai molteplici principi attivi che contiene:

  • Vitamina A, B, C, D
  • Fitosteroli
  • Inulina
  • Calcio
  • Potassio
  • Magnesio
  • Tarassicina
  • Mucillagine

Grazie a questi elementi, il tarassaco è diuretico, depurativo, antinfiammatorio, lassativo. Contiene Inulina, un probiotico che stimola la flora batterica positiva.  Ha effetti benefici su fegato e reni, disintossica e facilita l’eliminazione delle scorie. E’ indicato per ipercolesterolemia e ipertensione.

Le sue azioni principali le svolge soprattutto sul fegato, di cui è protettore e depurativo. La sua azione diuretica combatte gotta, ritenzione idrica e cellulite.

[AdSense-A]

 

In fitoterapia viene consumato come tisana, decotto, estratto secco o tintura madre. La Tarassacoterapia consiste in una cura stagionale, con assunzione di tarassaco per circa dieci giorni. E’ utile in primavera, per disintossicare l’organismo dalle tossine accumulate durante la stagione fredda.

Prima di assumerlo in forme concentrate, è bene chiedere parere al medico: il tarassaco è controindicato in caso di acidità gastrica, ulcera e calcoli biliari.  Può creare interazioni con alcuni farmaci, come diuretici e antinfiammatori non steroidi. E’ sconsigliato in gravidanza.

Tarassaco in cucina

Dal sapore amarognolo, molto simile alla cicoria,del tarassaco si mangia un po’ tutto. Si abbina perfettamente ad altre verdure nella preparazione di zuppe e minestroni. Le foglie bollite sono ottime “ripassate” in padella con aglio, olio e peperoncino. Si possono consumare anche crude o stufate, condite con olio e limone.  E’ ottimo nelle frittate e come alternativa a bietole e spinaci nel ripieno della pasta fresca.

I petali dei fiori si consumano freschi, in insalata. I boccioli si conservano sott’olio; in aceto si consumano al posto dei capperi. Con le radici, sminuzzate e tostate, si prepara una bevanda simile al caffè. Sono molte anche le ricette di marmellate e gelatine realizzate con fiori di tarassaco.

Meno conosciuto è il vino di tarassaco, dalle proprietà depurative. Ecco come si fa:

Vino di tarassaco

Ponete a macerare 15 g di radice per dieci giorni in 1 litro di vino bianco secco. Trascorso questo periodo filtrate e conservate in bottiglia.

Se volete assaggiare piatti prelibati a base di tarassaco, in Trentino Alto Adige è molto conosciuta la festa annuale dedicata a questa pianta: “Le settimane del dente di leone“.

[AdSense-B]

il tarassaco esaudisce i desideri soffiando via i semi

Esprimi un desiderio

L’infruttescenza è la palla piumosa formata dai semi del tarassaco (acheni). Secondo la tradizione popolare si deve esprimere un desiderio prima di soffiare energicamente: se i semi volano via tutti insieme, il desiderio si avvererà!

 

Condividi su

Post Correlati