Sei in

“Senza olio di palma”… un bene o un male?

Senza olio di palma... un bene o un male?

“OGM-free”, “senza glutine”, “biologico”, “senza olio di palma”… ormai tutti noi siamo alla continua ricerca di cibi e prodotti che siano conformi con le mode del momento, per il semplice fatto che i media fanno passare tutte queste “etichette” come qualcosa di “giusto” o che in qualche modo migliorerà la nostra salute.

Il reale problema, però, è che la maggior parte delle persone segue queste mode senza ragionare sul riscontro effettivo che esse comportano per la nostra salute e per il nostro pianeta, ma semplicemente basandosi sul “ho sentito dire che…”, “me l’ha detto…” o “in TV hanno detto che è meglio…”.

La cattiva informazione scientifica porta alla diffusione di falsi miti

[AdSense-A]

Tutto ciò dimostra come nel nostro paese, ma, più in generale, nella nostra società, ci sia una cattiva informazione scientifica, che porta alla rapida diffusione di falsi miti e di falsi modelli alimentari, che talvolta possono anche essere negativi, piuttosto che portare a qualche famigerato effetto benefico su noi e l’ambiente. Quello che vorrei fare, quindi, in questo breve articolo, è concentrarmi sull’ultima moda del
momento che ha portato alla condanna di un nuovo componente alimentare, l’olio di palma, di modo da portare a qualche riflessione voi lettori e magari indurvi a ragionare in modo più consapevole la prossima volta che andrete al supermercato o quando deciderete di preparare la prossima cena.

Prima di tutto vediamo cos’è l’olio di palma

Partiamo dalle basi… cos’è l’olio di palma? L’olio di palma è un ingrediente molto utilizzato, fin dai tempi dell’Antico Egitto, nei più disparati settori, che appartiene alla categoria degli oli vegetali e presenta un contenuto relativamente alto di grassi saturi (palmitico, stearico e laurico) mostrandosi quindi con un aspetto semi-solido a temperatura ambiente.

Cosa sono gli acidi grassi

Già con questa “semplice” definizione, però, abbiamo introdotto un altro termine che necessita di essere spiegato di modo da poter proseguire con la nostra trattazione, ossia “acido grasso”. In chimica, un acido grasso è rappresentato da una lunga catena di atomi di carbonio che termina con un gruppo chimico particolare, chiamato gruppo carbossilico. Come possiamo vedere dalla figura (dove sono mostrati l’acido oleico e l’acido stearico), gli acidi grassi possono essere sostanzialmente di due tipi, saturi o insaturi.

La sostanziale differenza tra un acido grasso saturo e uno insaturo sta in quella piccola “linea in più” che altro non è che un legame aggiuntivo tra due atomi di carbonio che porta alla formazione di un doppio legame, che rende la catena non più lineare, ma leggermente “piegata”. Il fatto che la catena di C non sia più lineare fa sì che un “olio” che contiene per la maggior parte acidi grassi insaturi, non sia solido a temperatura ambiente, come l’olio di palma, ma appaia liquido, come il largamente utilizzato olio d’oliva. Una conseguenza ancora più importante, però, è che un acido grasso insaturo previene malattie cardiovascolari, mentre un acido grasso saturo porta alla formazione di placche nella circolazione sanguigna che possono causare malattie come l’aterosclerosi.

L’olio di palma fa male o no?

Dopo questa divagazione, però, torniamo sul nostro argomento principale… l’olio di palma fa male o no? Per poter proseguire è necessario commentare la prossima immagine…

In questa immagine sono racchiusi la maggior parte dei “grassi” e “oli” utilizzati nelle nostre cucine che vengono ordinati in base al contenuto di acidi grassi saturi. Come si può vedere, l’olio di palma non si trova al primo posto, bensì è dietro alcuni ingredienti contro i quali nessuna grande campagna è stata mai mossa, come l’olio di cocco o il burro. Già questo basterebbe per farvi capire che se la “vostra cara amica Elisa” che fa tutto in casa e non compra niente di “chimico e commerciale” usa poi il burro per preparare i vostri adorati biscotti da tè, probabilmente è meglio rivedere l’esilio dell’olio di palma dalla vostra vita.

E quando l’olio di palma viene sostituito dall’olio di cocco e non ce ne accorgiamo?

[AdSense-B]

Lo stesso per quanto riguarda il momento in cui, soddisfatti di aver comprato un prodotto “senza olio di palma”, non vi accorgete
che questo è stato sostituito con l’olio di cocco, perché le vostre arterie non ne saranno così contente. Detto ciò, però, alcuni di voi potrebbero obiettare dicendo che… “Bè ma nei miei biscotti c’è l’olio di oliva…”… è vero, in questo caso a livello di benessere sul vostro organismo avremmo fatto qualche passo avanti ma a questo punto bisogna introdurre un elemento essenziale per la piena comprensione dell’argomento, ossia la produttività di una pianta oleaginosa. L’olio di palma, infatti, oltre a diverse caratteristiche positive, come l’ampia versatilità, il sapore neutro e la capacità di irrancidire e ossidarsi difficilmente, ha un proprietà molto importante: l’elevata produttività. Infatti, visto l’aumento della popolazione globale e delle richieste di cibo, sarebbe impensabile sostituire l’olio di palma, che oggi è il più utilizzato, con qualsiasi altro olio, o peggio ancora con qualche grasso animale, perché l’impatto ambientale sarebbe devastante, dato che ogni altro tipo di piantagione necessiterebbe molto più spazio per raggiungere il fabbisogno coperto dall’olio di palma stesso.

L’invito è di non seguire le mode ma di ragionare

In conclusione, l’invito che vorrei fare a tutti voi è di non demonizzare mai un singolo ingrediente solo perché va di moda o qualcuno vi ha detto che vi potrebbe fare del male, ma di ragionare sempre prima di effettuare una qualsiasi scelta, perché documentarsi in modo essenziale su un qualsiasi argomento scientifico non è così terribile come può sembrare e potrebbe portare in piccolo a migliorare pian piano la società in cui viviamo.

Condividi su

Post Correlati