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Scuola Privata e Unione Europea

La scuola privata deve adeguarsi alle direttive europee che regolano la responsabilità amministrativa delle persone giuridiche e delle società

La  scuola privata deve adeguarsi alle direttive europee che regolano la responsabilità amministrativa delle persone giuridiche e delle società.

Il decreto legislativo 231/01 introduce il concetto di responsabilità amministrativa

Il decreto legislativo 231/01 ha introdotto il concetto di responsabilità amministrativa delle imprese per reati commessi da amministratori, manager o dipendenti, collegando ad esse pesanti sanzioni pecuniarie o interdittive. Presupposti oggettivi per l’applicabilità della disciplina sono gli interessi e i vantaggi dell’ente: nell’ambito scolastico i reati possono essere compiuti da chi riveste funzioni di rappresentanza, di amministrazione, di direzione o da persone sottoposte alla direzione o sotto vigilanza delle prime, cioè i docenti.

 

Questa disposizione prevede l’attribuzione di alcuni tipi di reati non più solo alle persone fisiche che hanno commesso l’illecito, ma anche e soprattutto alle persone giuridiche quali ad esempio le società per cui lavorano. Ecco dunque che la mancata adozione di un modello 231 espone l’ente alla responsabilità per illeciti realizzati da amministratori e dipendenti.

Quali sono i principali reati

I principali reati previsti da tale decreto sono quelli verso le Pubbliche Amministrazioni quali truffa, concussione, corruzione, indebita percezione di erogazioni pubbliche; delitti informatici e trattamento illecito di dati come violazione di copy right e licenze; reati societari come falso in bilancio, false comunicazioni sociali, aggiotaggio, concussione. Ci sono, poi, reati legati ad eversione e terrorismo, delitti contro la persona, reati in materia ambientale e di sicurezza sul lavoro. Ci sarebbe da scandalizzarsi a pensare al possibile coinvolgimento della scuola in tutto questo…l’unica giustificazione è che questa adotti il modello per cautelarsi da eventuali illeciti dei propri dipendenti che così non possono ripercuotersi sulla società.

   

Nulla da dire da un punto di vista di interesse giuridico di queste; l’amara riflessione è sulla forse poca considerazione che si nutre sulla professionalità del docente di una struttura privata che, sicuramente più di quello statale, deve invece continuamente garantire la sua correttezza e il suo valore per difendere e mantenere il suo posto di lavoro.

Quali sanzioni si applicano

Le sanzioni previste per gli illeciti amministrativi dipendenti da reato sono molto severe. Si distinguono in sanzioni pecuniarie e confisca (entrambe obbligatorie in caso di condanna); in sanzioni interdittive (interdizione dall’esercizio di attività, sospensione o revoca di autorizzazioni, licenze e concessioni, divieto contrarre con la P.A., esclusione/finanziamenti e contributi, divieto di pubblicizzare beni e servizi) e pubblicazione della sentenza ( entrambe su disposizione del giudice) .

La scuola ha, dunque, tutto l’interesse a cautelarsi nei confronti degli illeciti commessi da amministratori e dipendenti. Deve dimostrare di essere dotata e di aver adottato il modello 231. Il compito di stendere il modello e di supervisionarne il rispetto è affidato a un Organismo di Vigilanza: questo deve prima di tutto identificare i rischi dell’ente erogatore (la scuola che ne dà mandato) e poi progettare il sistema di controllo.

Per maggiorio infohttp://www.decretolegislativo231.it/

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