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Sappiamo quanto fanno davvero male le merendine confezionate?

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Che le merendine confezionate non siano il massimo della genuinità per bambini e ragazzi è ormai cosa risaputa, ma al giorno d’oggi, dove tutti siamo sovrastati da mille impegni ed il tempo sembra non bastarci mai , è decisamente raro trovare bambini che consumino, come merenda, il caro vecchio ciambellone della mamma o altre preparazioni casalinghe oppure, magari, della salutare frutta.

Si può quindi dire che, quasi inevitabilmente, le comode merendine confezionate che troviamo già pronte nei negozi facciano ormai parte del nostro quotidiano.

Ma, pur essendo consapevoli del fatto che non siano certo il pasto ideale, ci siamo mai chiesti cosa contengano in concreto e quanto danno potrebbero arrecare, considerando soprattutto che il target di riferimento sono principalmente i bambini?

Altroconsumo, associazione indipendente di consumatori il cui principale interesse è da sempre la tutela e l’informazione del cittadino medio, non solo si è posta il problema ma si è anche attivata concretamente al fine di trovare una risposta a tale quesito.

Da ciò è emersa una situazione non certo rosea, che altroconsumo vuole denunciare:

viene evidenziata, infatti, a seguito di diverse indagini condotte da laboratori accreditati su alcune delle principali merendine confezionate per bambini e ragazzi, la presenza di livelli pericolosamente alti di contaminanti tossici e potenzialmente cancerogeni presenti all’interno dell’olio di palma, già protagonista indiscusso nell’ultimo periodo di numerose polemiche a causa dell’impatto ambientale per la sua produzione, e di cui le merendine sono ricche.

L’EFSA, Autorità europea per la sicurezza alimentare, ha recentemente stabilito dei limiti per quanto riguarda i contaminanti da processo a base di glicerolo presenti principalmente nell’olio di palma, ma anche in altri oli vegetali ed in alcuni prodotti alimentari trasformati, ed in particolare ha valutato i rischi per la salute pubblica derivanti da glicidil esteri degli acidi grassi (GE) e 3-monocloropropandiolo (3-MCPD), sostanze che si formano durante le lavorazioni, quando gli oli vegetali vengono raffinati ad alte temperature.

Altroconsumo mette quindi in risalto come, valutando i risultati della sua indagine, tali limiti siano superati; ma la cosa più preoccupante è il fatto che l’alimento maggiormente coinvolto sia proprio il latte per la prima infanzia, periodo molto critico in quanto, in tale fase, il neonato si nutre esclusivamente di questo alimento che quindi tenderà maggiormente ad accumularsi e superare la soglia limite.

Tramite la seguente rappresentazione Altroconsumo ha voluto dare voce alla sua denuncia :

(Risultati delle analisi su vari prodotti alimentari)
(Risultati delle analisi su vari prodotti alimentari)
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