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Risparmi, situazione ancora mutevole. E se torna il rischio inflazione?

Mercati finanziari agitati, anche per le vicende politiche (non ultima, l’elezione di Donald Trump alla presidenza degli Stati Uniti d’America), cui si aggiungono i dati di una crescita che continua a essere lenta, specie in Italia. Finora, però, abbiamo avuto almeno un aspetto favorevole nel rallentamento dell’inflazione, che in questa epoca di tassi ai minimi storici hanno comunque favorito i risparmiatori: ma come agire in caso di cambio di scenario?

Gli Usa dopo Trump. Una realtà che, come raccontato anche da un recente articolo apparso sul Corriere della Sera, non è così improbabile o lontana: negli Stati Uniti, ad esempio, nei dieci giorni successivi alla vittoria di Trump il rendimento del decennale americano si è impennato di 40 punti base, a quota 2,1%, portando ulteriormente in basso i vari segmenti del reddito fisso, più i mercati emergenti.

Economia in risalita in America. “Negli Stati Uniti le aspettative di un aumento dei prezzi al consumo possono lievitare ulteriormente. È l’unica area dove le pressioni al rialzo sui prezzi al consumo sono genuine, autentiche”, dice  Fabio Fois, director senior economist Europe di Barclays, che però invita anche a fare dei dovuti distinguo rispetto alla zona Euro. Oltreoceano, infatti, il Pil del terzo trimestre è salito del 2,9% e il tasso di disoccupazione a ottobre è calato al 4,9%, mentre i salari sono aumentati del 2,8% su base annua, come non accadeva dal giugno del 2009; e l’effetto Trump potrebbe accentuare il trend già in atto.

Inflazione in area euro? In Europa, invece, il rialzo dei tassi è dovuto a un effetto contagio della curva americana, senza contare i colpi legati allo scenario politico, come nel caso del Referendum costituzionale. È ancora Fois a sostenere che “nonostante la disoccupazione sia in calo dal 2013, i salari non lievitano perché il tasso di partecipazione alla forza lavoro sta aumentando, soprattutto per effetto delle riforme strutturali che hanno innalzalo l’età della pensione”. Nella zona euro, dunque, “non ci si deve attende un aumento dell’inflazione guidata dai fondamentali economici”.

Occhio al risparmio. La rotazione dei portafogli ha ovviamente effetti anche sul risparmio, perché tocca il reddito fisso, coinvolge i mercati azionari e le materie prime, ma potrebbe chiamare in causa anche i prodotti finanziari più sicuri e, al momento, remunerativi. Oggi, infatti, strumenti come Conto Arancio di Ing Direct si rivelano vantaggiosi per i clienti grazie alla possibilità di ottenere un interesse dell’1 per cento sulle somme depositate per un anno, senza ulteriori aggravi; questo è uno dei motivi per i quali i conto deposito si fanno preferire rispetto ad altre soluzioni, meno remunerative e anzi più costose per i clienti.

Meglio i conti deposito. Con un eventuale (e per ora ancora comunque ipotetico) mini rimbalzo dei tassi di interesse, in teoria la liquidità potrebbe rendere di più, perché la remunerazione offerta dalle banche sui conti di deposito dovrebbe accompagnare questa risalita dei rendimenti anche sui titoli del Tesoro. Tuttavia, il contesto attuale (e reale) dice che, nonostante la correzione, i Bot a 12 mesi offrono ancora un ritorno negativo, pari a -0,2%. Inoltre, vista la situazione di generale difficoltà con la redditività che affligge il sistema bancario tradizionale, è più probabile che gli istituti di credito, almeno quelli “vecchio stampo”, siano poco propensi a migliorare tempestivamente le condizioni dei loro prodotti di risparmio remunerato, lasciando ancora una volta campo aperto alle soluzioni innovative, come quelle offerte dagli operatori del digitale.

Le banche costano. Inoltre, non va trascurato il fatto che alcune banche stanno addirittura aumentando i costi dei conti correnti, per finanziare il Fondo nazionale di risoluzione che è stato chiamato a intervenire, per ultimo, in sostegno delle quattro banche italiane salvate (Banca Etruria, CariChieti, CariFerrara e Banca Marche) o per far fronte a commissioni interbancarie più onerose sulle carte di credito.

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