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Recensione libro su Cuba: “Cuba Resiste”

Recensione libro su Cuba: “Cuba Resiste”

Massimiliano Squillace,  scrittore e giornalista, dedica a Cuba un libro insolito.  “Cuba Resiste. Reportage da un Paese che cambia ma resta fedele alle sue radici” (Infinito Edizioni) non è la solita  guida turistica come ci si aspetterebbe, ma un romanzo basato su un viaggio dell’autore in quello che è certamente il Paese caraibico più famoso al mondo.

Lisbona. Il protagonista è in procinto di partire per Cuba e viene incaricato  da Kira, una misteriosa ragazza tedesca  il cui vero nome scoprirà solo alla fine, di cercare suo padre, Nelson, un cubano tornato in patria dopo la burrascosa fine del suo matrimonio con una donna tedesca e il fallimento della sua attività lavorativa. Gli affida, così, l’unico oggetto in grado di convincere Nelson che sia proprio la figlia a cercarlo:  una collana con una piramide di pietra azzurra, che l’uomo le aveva regalato quando era bambina e che Kira non ha mai tolto prima.

 

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Per trovare Nelson, il giovane, dopo aver fatto scalo a Mosca, arriva a L’Avana e inizia a girare diverse città famose  come Cinefuegos, Trinidad, Varadero, meta molto frequentata dai turisti , Guantanamo , famosa per la prigione americana per i terroristi islamici o presunti tali e la canzone “Guantanamera”, considerata dalla popolazione una sorta di inno nazionale , Gibara, Santa Clara, Santiago e la vicina Siboney, dove vive il padre di Kira.

Questo lungo giro, che il protagonista compie macinando chilometri  in auto, anche una d’epoca del 1946, in auto bus e a piedi, gli permette di conoscere bene e di vivere Cuba e i Cubani, più di quanto possa fare un semplice turista.

Nel 2016, anno della morte di Fidel Castro, il giovane viaggiatore italiano trova il Paese cambiato rispetto a quando vi si era recato dieci anni prima: è più aperto e la musica più libera ne è segno tangibile. Egli può persino assistere ad un concerto dei Rolling Stones, prima banditi da Cuba perché facevano musica rock.

Ciò che fortunatamente non è cambiata, è la cultura del popolo cubano: il  sorriso sincero, grazie al quale l’autore ha dichiarato di aver “imparato a sorridere”;  le lacrime che hanno rigato persino il volto dei dissidenti quando è scomparso Fidel Castro,  il Lider Maximo che è stato, nel bene e nel male, un grande della storia del paese e del mondo; il  patriottismo.

Naturalmente è da  apprezzare anche  il loro amore per la musica e per i  balli sensuali: i cubani rimangono un popolo autenticamente latino, caloroso, molto fisico nei rapporti umani, soprattutto quando sfiorano i loro  interlocutori e chiamano “Mi amor” o “Mi vida”  le persone che conoscono appena.

Cuba entrerà nel cuore dei lettori del libro, come è entrata in quello di Massimiliano Squillace, più di qualsiasi altro luogo in cui sia stato e abbia scritto. Sicuramente lascerà anche la voglia di andarci personalmente …

 

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