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Quello che non sappiamo sul congelamento degli alimenti

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Il   congelamento è uno dei metodi più comuni di conservazione domestica degli alimenti, largamente apprezzato principalmente per via della sua capacità di prolungare la vita media di un alimento deperibile, che normalmente sarebbe di pochi giorni, sino ad alcuni mesi se non addirittura anni.. un vantaggio non da poco se, ad esempio, vogliamo fare scorta di qualcosa di cui ne abbiamo in abbondanza o semplicemente non possiamo fare molto spesso la spesa.

E’ proprio la sua grande utilità, dunque, a renderlo praticamente onnipresente nelle nostre case, eppure ci sono ancora molte cose che ignoriamo o, al contrario, tante convinzioni errate.

Ogni anno ben 7 milioni di tonnellate di cibo e bevande finiscono nella nostra pattumiera a causa di una scarsa conoscenza sul congelamento, uno spreco non indifferente in tempi difficili come questi; ma quali sono gli errori che, inconsapevolmente, commettiamo quasi ogni giorno e come è possibile che siano ancora così radicate alcune credenze?

La settimana per la sicurezza alimentare tenutasi quest’anno (4-10 luglio) si è concentrata proprio su questo; in particolare in Gran Bretagna la Food Standards Agency (FSA) ha condotto una ricerca che potrebbe rivelarsi di grande ultilità riguardo al tema congelamento.

Emerge da tale ricerca, ad esempio, come ben il 43%, su 1.500 intervistati, pensi che il cibo possa essere sottoposto a congelamento solo nel giorno stesso in cui è stato acquistato, il 38% non sapeva fosse possibile ricongelare la carne dopo la cottura, il 36% abbia l’errata convinzione che il cibo possa diventare pericoloso mentre è nel congelatore.

Steve Wearne, direttore della politica presso la FSA, spega come il congelamento possa essere definito come una sorta di “tasto di pausa” in quanto va a bolccare la proliferazione dei micorganismi, senza però ucciderli; in seguito allo scongelamento riprende letantamente la vita ed è quindi in questa fase che gli alimenti potrebbero diventare oggetto di intossicazioni alimentari se non consumati nei giusti tempi.

Gli unici danni di cui il congelamento può essere responsabile sono quelli che riguardano gli aspetti nutrizionali; infatti, nel  congelamento domestico, con temperature comprese tra -6°C e -18°C, si ha un raffreddamento piuttosto lento, a differenza ad esempio degli alimenti surgelati il cui raffreddamento, che avviene solitamente a livello industriale, avviene in tempi molto rapidi e con temperature più basse (da -80°C per arrivare a -18°C).

Ed è proprio a causa di questo lento raffreddamento, con formazione di grossi cristalli di ghiaccio, che avremo una rottura di membrana delle cellule che vanno a costituire il nostro alimento con conseguente perdita di liquidi e, con se, anche di vitamine ed altri principi nutritivi; dopo lo scongelamento, infatti, notiamo una perdita di tono nell’alimento e versamenti di liquidi.

Una formazione più accurata, che possa raggiungere un po tutti, è dunque il punto focale su cui concentrarsi per far si che la conoscenza delle procedure di congelamento possa diffondersi senza l’ombra di dubbi o paure infondate che troppo spesso ci condizionano.

E’ solo grazie ai consigli degli esperti che possiamo avere la certezza di fare la cosa giusta e non affidandoci ai tanti luoghi comuni che inevitabilmente creano confusione; i benefici che ne deriveranno saranno innanzi tutto i nostri, andando a ridurre gli spechi alimentari domestici, e di conseguenza anche per il pianeta avendo meno spazzatura da degradare.

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