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Portulaca: proprietà e consigli per utilizzarla al meglio

Portulaca, erba spontanea ricca di omega 3 e vitamine

Molti nomi per un’unica pianta: la portulaca

Diffusa in tutta Italia, questa pianta ha molti nomi, secondo il dialetto e la tradizione regionale. Purselana, erba grassa, precacchia, purcacchia, purciddana. Ma è sempre e solo lei: la portulaca, pianta spontanea infestante, ma dalle molte proprietà benefiche per l’organismo. Se ne consumano i germogli e le foglie, ma la pianta (parti aeree) è interamente commestibile.

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Caratteristiche della pianta

La Portulaca Oleracea, detta porcellana comune, è una succulenta, della famiglia Portulacaceae. Raggiunge un’altezza di circa 30 cm e produce fiori molto colorati (rossi, rosa, gialli). Come molte altre erbe spontanee, benefiche ed economiche ( Melissa , Ortica ) per anni è stata erroneamente abbandonata e dimenticata (forse perché associata ad una cucina povera?).

Oggi la necessità e il desiderio di ripristinare un antico e più consapevole rapporto con la natura, hanno restituito a questi doni della terra il giusto riconoscimento, per il valore nutrizionale e le molte proprietà salutari. Benvenuta e bentornata portulaca.

Conoscere i valori nutrizionali della portulaca

Elementi contenuti in 100 g

  • Calorie  – 20

  • Acqua  – 90 %

  • Grassi  – 0,4

  • Carboidrati  – 3,4 g

  • Proteine  – 2 g

  • Sodio  – 45 mg

  • Potassio  – 494 mg

  • Calcio  – 65 mg

  • Ferro  – 2 mg

  • Magnesio  – 68 mg

  • Vitamine A, C

Proprietà, benefici e controindicazioni

Una caratteristica che rende questa pianta preziosa per la salute è il contenuto di acidi grassi polinsaturi omega 3. Importanti perché riducono il colesterolo cattivo (LDL), preservando e migliorando la funzionalità dell’apparato circolatorio. Svolgono inoltre una buona azione antinfiammatoria, migliorano la memoria e lo sviluppo cerebrale. La vitamina C, di cui la portulaca è ricca, rinforza il sistema immunitario.

Ha proprietà diuretiche, depurative, rinfrescanti. E’ indicata per combattere ritenzione idrica e disturbi intestinali. Regola gli zuccheri nel sangue e favorisce l’eliminazione delle scorie. Secondo la tradizione, è efficace nel trattamento di vomito, diarrea ed emorroidi.

L’infuso di portulaca è utile in caso di febbre e tosse grassa.

Non ha particolari controindicazioni, ma è ricca di ossalati, quindi sconsigliata a chi soffre di calcoli renali.

La portulaca cresce bene se coltivata in vaso

Coltivare la portulaca in vaso

E’ una pianta esteticamente molto bella, ha una fioritura rigogliosa e colorata, e si presta ad essere coltivata anche in vaso. Preferisce terreno drenante, quindi sarebbe utile integrarlo con della sabbia. Necessita di esposizione molto soleggiata, per ottenere abbondanti fioriture. Gradisce il caldo, ma non tollera clima freddo, in inverno è necessario spostarla in luogo riparato. La messa a dimora va effettuata a primavera.

La portulaca si riproduce per seme. Si semina a Febbraio in semenzaio protetto, oppure ad Aprile/Maggio direttamente in vaso, all’aperto. Le annaffiature devono essere regolari, non abbondanti, poiché soffre molto il ristagno d’acqua.

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Uso in cucina

Le sue foglie carnose, leggermente salate e acidule, rinfrescanti, si prestano ad essere consumate sia crude che cotte. Nella cucina tradizionale laziale, è un ingrediente della famosa “misticanza”, un’insalata composta da erbe selvatiche fresche.

La portulaca è ottima in insalata o nelle minestre. Insaporisce le frittate e può anche essere consumata da sola, con olio, sale e limone. Si possono preparare anche delle buonissime frittelle pastellate. E’ molto versatile, buona anche con acciughe e pomodori, patate bollite. E’ preferibile consumarla cruda, per mantenere intatte tutte le proprietà.

 

 

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