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Pedagogia speciale: la conoscenza del bambino e del potenziale educativo

Nel percorso che abbiamo intrapreso sulla riflessione dei bisogni educativi posti dalla pedagogia speciale, abbiamo delineato come la centralità dell’alunno sia la condizione perché l’azione educativa non solo ricada positivamente su di lui, ma come debba essere lui stesso protagonista attivo di tale processo di apprendimento perché risulti efficace e adeguato ai suoi bisogni.
Il punto focale è, dunque, sempre la conoscenza del bambino prima di procedere a qualunque azione educativa.

Definizione del potenziale educativo

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Definiamo cos’è il potenziale educativo: obiettivo dell’azione educativa è far raggiungere la maturità, intesa come capacità di utilizzare ciò che si impara, raggiungendo traguardi pensati, voluti, perseguiti.

Le capacità, le abilità, le attitudini, le funzioni e le disposizioni dell’alunno sono i settori di osservazione per poter prefiggersi l’obiettivo di ogni percorso educativo: raggiungere la maturità, la piena attuazione cioè del potenziale di ciascuno. Il potenziale è ciò che il soggetto può raggiungere; il potenziale di sviluppo è tutto ciò che il soggetto possiede e può mettere in luce nel corso della sua vita; il potenziale umano, invece, include la disponibilità ad apprendere intenzionalmente.

Generalmente alla maturità viene abbinato il concetto di normalità: si può dire che è normale tutto ciò che si avvicina ad una norma ideale, oppure che è normale ciò che è statisticamente più frequente. O ancora si parla di normalità come sinonimo di funzionalità, di adeguatezza di qualcosa o qualcuno rispetto ad una situazione o a uno scopo.

Definizione di Salute secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità

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L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha così definito questo concetto: la salute è uno stato di completo benessere fisico, psichico e sociale. Questa è una definizione di salute perfetta e, proprio in quanto tale, paradossalmente purtroppo irreale. In realtà, se una persona non ha disturbi fisici invalidanti, se è serena con se stessa e nelle relazioni con gli altri, se riesce a cavarsela con sufficiente capacità nella società di cui fa parte, si può ragionevolmente affermare che si tratta di una persona in salute, ovvero normale.

Queste sono dunque gli obiettivi cui tendere anche nell’ambito della pedagogia speciale: individuare le caratteristiche e gli scopi del singolo per creare la condizione più appropriata per apprendere. Credere nel potenziale educativo vuol dire assumere un atteggiamento di ricerca metodologica continua, una corretta azione educativa che permetta lo sviluppo completo di colui che chiede aiuto. Prerequisito è ovviamente credere nella possibilità di crescita e nella responsabilità dell’azione educativa: bisogna mediare tra le attese del docente e le modalità di elaborazione di ciascuno, osservare, programmare e valutare le attività più adeguate che permettano una reale partecipazione. Il compito della scuola è quello di eliminare le barriere che si creano e che sono spesso rappresentate dalle aspettative degli educatori: questo non vuol dire assolutamente rinunciare a insegnare, ma porsi semplicemente come dei facilitatori dell’apprendimento.

Come avviene l’apprendimento? È una dinamica evolutiva che va oltre l’ambiente scolastico: imparare per la vita con una testa ben fatta e non ben piena

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Imparare a memoria vuol dire dimenticare in fretta; farlo attraverso l’esperienza vuol dire, invece, sapere di poter fare: stimolare la motivazione è la chiave per un successo educativo. Quali sono gli strumenti specifici per fare questo? Il dialogo e la comunicazione; il mettere in comune, la condivisione con il gruppo classe; allargare le informazioni fuori dal contesto classe perché siano utili per la vita; favorire l’autostima con un giusto riconoscimento reciproco; essere consapevoli che è chi ascolta che determina il significato di quello che si insegna, per cui non si deve mai perdere di vista chi sia il destinatario dell’apprendimento. In poche parole…creare condizioni di normalità, quelle che conferiscono serenità, e dunque benessere, per raggiungere la maturità.

 

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