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Pedagogia speciale: la classificazione delle disabilità

Pedagogia speciale: la classificazione delle disabilità

La  classificazione delle disabilità è passaggio fondamentale perché la scuola sia un ambiente di apprendimento che tenga conto dei bisogni di ciascuno.

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Continuiamo il percorso sulla pedagogia speciale e sui progressi che, nel mondo della scuola, questi hanno permesso di individuare come i bisogni siano di tutti ma speciali siano i modi con cui ciascuno apprende.

Diagnosi Funzionale (DF), un Profilo Dinamico Funzionale (PDF) e un Piano Educativo Individualizzato (PEI)

Un’analitica analisi della situazione di un alunno con disabilità permette di osservare le sue abilità e le sue competenze, connesse alle attività, all’esecuzione di un compito per esempio, e alla partecipazione, al coinvolgimento in una situazione di vita. Ecco allora che le tappe, fondamentali perché si possa agire nel rispetto della loro persona, sono stilare una Diagnosi Funzionale (DF), un Profilo Dinamico Funzionale (PDF) e un Piano Educativo Individualizzato (PEI).

Il profilo dinamico funzionale e il piano educativo individualizzato sono gli strumenti per una progettazione didattica che permette alla persona con disabilità di essere in grado di fare e, soprattutto, di avere un progetto di vita

Mentre la Diagnosi Funzionale viene compilata dal personale medico cui si rivolge la famiglia che intende accertare le compromissioni del figlio, il PDF viene stilato dagli insegnanti che, comunque insieme alla famiglia, raccolgono i dati, il curricolo scolastico e la diagnosi. Vengono considerati gli indicatori dell’asse sensoriale, cognitiva, motoria; quelli dell’asse affettivo-relazionale, dell’autonomia, neuro- psicologica, del linguaggio e l’evoluzione potenziale. E’ molto analitico, dunque, ma è fondamentale per valorizzare la possibilità di sviluppo secondo i propri specifici contributi di scuola, famiglia, servizi sociali…

PDP e PEI: come l’evoluzione del linguaggio della disabilità abbia permesso anche interventi mirati e specifici nella fase di programmazione didattica.

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Il Piano Didattico Individualizzato non è da confondersi con il PDP: quest’ultimo è un Piano Didattico Personalizzato ed evidenzia obiettivi diversi per ciascun discente in quanto strettamente legato alla specifica ed unica persona a cui lo si rivolge (viene utilizzato per tutte le certificazioni di Disturbi Specifici dell’Apprendimento o DSA). Il PEI, invece, considera gli obiettivi comuni per il gruppo classe, ma adattando le metodologie in funzione delle caratteristiche individuali dei discenti. E’ un progetto fatto non per la persona con disabilità ma CON lei: è importante evidenziarne la forma di progetto che si evolve e si aggiorna secondo le esigenze, lo scopo educativo ma anche quello individuale. Contiene una programmazione più specifica ed interventi più mirati come le attività metodologiche, i facilitatori impiegati, le modalità di verifica, i tempi e gli strumenti delle stesse, i risultati attesi, i tempi di apprendimento; tutto per ciascuna area didattica o materia che dir si voglia.

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