Sei in

Mosche e cavallette nel piatto: gli insetti ci salveranno.

insetti

Crema spalmabile e pasta integrale alle larve, barrette iper proteiche con frutta secca e grilli.. non è l’ennesima denuncia di sequestro alimentare in qualche ristorante risultato positivo a infestazioni nauseanti in seguito a controlli dei NAS, ma bensì una realtà ormai sempre più vicina.

Per quanto possa sembrarci inimmaginabile o magari spaventarci saranno proprio gli insetti, infatti, il cibo di un futuro non molto lontano. Dire che, ad esempio, 100g di cavallette o grilli apportano circa 20 g di proteine, gli scarafaggi anche 30 g per 100g dovrebbe farci comprendere quanto possano essere preziosi come fonte alimentare alternativa.

Il motivo per cui ormai da anni viene presa seriamente in considerazione la possibilità di nutrirci con insetti e la Fao sia arrivata a definirla “la risorsa in grado di sfamare i nove miliardi di persone previsti per il 2050” è legato, innanzitutto, al fatto che questi siano presenti in numeri davvero considerevoli;

pensiamo, ad esempio, ai tempi e consumi per poter allevare un bovino da cui ricaveremo la nostra adorata bistecca confrontati con la rapidità con cui possiamo reperire mosche, cavallette e scarfaggi, presenti in quantità industriali in natura.

Senza contare poi un’altro fattore fondamentale a cui viene raramente dato risalto: l’impatto ambientale derivante dall’allevamento di bestiame; uno studio di qualche anno fa realizzato dall’università di Boulder, nel Colorado, affermava che “i bovini producono più smog delle auto“. Infatti, se considerassimo tutto il gas metano emesso o la quantità di ammoniaca e altri composti di azoto contenuti nei loro escrementi e che inevitabilmente vanno a disperdersi nell’ambiente contribuendo in maniera notevole ad aumentare il cosiddetto effetto serra, ci renderemmo conto delle dimensioni della problematica.

Per tranquillizzarci anche da un punto di vista sanitario, considerando che solitamente la presenza di insetti viene associata a mancanza di igiene e contaminazioni pericolose, anche l’EFSA, l’Autorità europea per la sicurezza alimentare, ha espresso il proprio parere affermando che la potenziale insorgenza di pericoli microbiologici è prevedibilmente simile a quella associata ad altre fonti di proteine non trasformate, nel caso in cui gli insetti vengano nutriti con sostanze per mangimi attualmente autorizzati.

Per quanto riguarda la legislazione, invece, il consumo alimentare di insetti o entomofagia, rientra nei novel food, Reg. (CE) 258/97, cioè tutti quei prodotti e sostanze alimentari per i quali non è dimostrabile un consumo significativo all’interno dell’Unione Europea. E’ stata poi approvata più recentemente dal Parlamento europeo una relazione che semplifica le procedure di autorizzazione di tali alimenti e che dovrà infine essere votata dal Consiglio.

Dunque, anche se al momento il consumo di insetti in Italia è ancora vietato (Reg. CE 178), ci avviciniamo sempre più ad un’approvazione anche legislativa; da notare comunque come, in alcuni Stati dell’Unione Europea come Belgio e Olanda, vengano già commercializzati insetti per uso alimentare.

L’unico e grande scoglio da superare, quindi, sarà solo la nostra riluttanza verso questi nuovi alimenti ai quali dovremo, per forza di cose, abituarci considerando che entreranno a far parte della nostra quotidianità, dai menù dei ristoranti sino agli scaffali dei supermercati.

Condividi su

Post Correlati