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Malaria: causa e sintomi, cure, prevenzione

La malaria è una malattia trasmessa dalla zanzara Anophele, portatrice del parassita

Una bimba trentina di 4 anni è morta di malaria all’ospedale di Brescia, pur non essendo mai stata in viaggio in paesi a rischio di contagio, come riporta oggi il “Corriere del Trentino“. Inizialmente ricoverata all’Ospedale Santa Chiara di Trento, è stata in seguito trasferita d’urgenza a Brescia, dove purtroppo è deceduta.

La famiglia ha dichiarato di aver passato le vacanze sulla riviera veneta dove, come nel resto d’Italia, la malaria è stata dichiarata esinta nel 1970 dall’ OMS (organizzazione Mondiale della Sanità). Le indagini sono in corso, di conseguenza è ancora presto per formulare delle ipotesi.

Malaria: cos’è e come si trasmette

La malaria è una malattia parassitaria, causata da un microorganismo, un protozoo della specie Plasmodium. Viene trasmessa da un particolare tipo di insetto: la zanzara Anopheles (zanzara Anofele), che ne è portatrice, attraverso la puntura. Vive nelle zone paludose o a clima tropicale, in particolare Africa, Asia, America del Sud. In Italia è stata a lungo una specie endemica, causa di migliaia di morti, tra cui Dante Alighieri, che pare morì di malaria, contratta a Ravenna durante il suo esilio. Ma lentamente debellata ed estinta, grazie alla bonifica delle numerose aree paludose. In Italia, i casi che sporadicamente si verificano, sono tutti “importati” da viaggi in paesi a rischio.

Il vettore della malattia è la zanzara, ma i parassiti responsabili sono diversi:

  1. Plasmodium falciparum
  2. Plasmodium Vivax
  3. Plasmodium Ovale
  4. Plasmodium malarie
  5. Plasmodium simiovale
  6. Plasmodium Knowlesi

Secondo il tipo di protozoo, si hanno forme diverse della malattia: alcune più lievi, altre particolarmente aggressive e potenzialmente mortali. Nel mondo è ancora una delle prime cause di morte, concentrate in determinate zone. Per questo motivo, prima di partire per un viaggio all’estero, fuori Europa, è consigliabile informarsi adeguatamente sulla necessità o meno di intraprendere una terapia preventiva, che in alcuni casi è obbligatoria. Le informazioni si trovano sul sito del Ministero della Sanità.

La trasmissione avviene esclusivamente attraverso la puntura di una zanzara infetta, non si trasmette con il semplice contatto, neanche tramite rapporti sessuali. In alcuni casi possono essere a rischio trasfusioni di sangue, trapianti, contagi dalla madre al feto, quando contratta in gravidanza.

Quali sono i sintomi della malaria

Non sempre viene diagnosticata immediatamente, poiché spesso i sintomi, inizialmente, sono molto simili a quelli di una comune influenza:

  • brividi
  • febbre (anche alta)
  • stanchezza
  • inappetenza
  • irritabilità
  • vomito
  • diarrea
  • mal di testa

Per una corretta diagnosi occorre un esame del sangue, in cui si ricerca l’eventuale presenza del parassita. In caso di esito positivo, è possibile intervenire immediatamente con la profilassi adeguata.

I parassiti si spostano attraverso il flusso sanguigno, si stabiliscono nel fegato, dove si riproducono, per poi ripartire e viaggiare nell’organismo, di nuovo attraverso il sangue. I rischi maggiori sono legati ai danni che i patogeni provocano agli organi, in prevalenza fegato, milza, reni, cervello.

I tempi di incubazione e relativi sintomi possono essere vari, secondo la specie del parassita: vanno da 9 giorni (Plasmodium falciparum) a 40 giorni (Plasmodium malarie). Una caratteristica della malattia, è la comparsa di febbre ciclica, picchi di febbre oltre i 40°, in alternanza a temperatura nella norma. In cicli di 6/7 ore. In alcuni casi la febbre è bassa e stabile, poco più di una febbricola.

Come si cura la malaria: trattamento e prevenzione

La malaria, se diagnosticata tempestivamente e adeguatamente curata, si risolve con esito positivo. Normalmente in due settimane di cura è possibile eliminarla. Le persone anziane, debilitate, i bambini e le donne in gravidanza, sono i soggetti più a rischio di complicanze. La maggior parte dei decessi avviene in luoghi dove putroppo mancano i servizi principali, dove la popolazione non ha accesso a cure adeguate o soffre di malnutrizione.

Le diverse forme della malattia, si curano con appositi farmaci: Chinino, Clorochina, Artemisinina, oltre ad antibiotici e altri composti per contrastare problemi connessi alla malattia. Il principale consiglio rimane legato alla prevenzione: se viaggiate in zone anche a basso rischio, non dimenticate la protezione contro gli insetti, disponibile in spray o stick, zanzariere a porte e finestre e se necessario, attorno al letto. Non esiste un vero vaccino, per viaggi in paesi a rischio, si intraprende un trattamento farmacologico a basso dosaggio, che inizia prima della partenza e si protrae per alcune settimane dopo il rientro.

 

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