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Il linguaggio della pedagogia speciale e disabilità

Il  linguaggio della pedagogia speciale come ha classificato semanticamente la disabilità

La pedagogia speciale è un ramo della pedagogia che, insistendo in particolare sulla relazione tra azione educativa e cura della persona con bisogni educativi speciali, si occupa di disabilità. Come delineato nei precedenti articoli che hanno voluto percorrere le tappe del riconoscimento della disabilità, si vuole qui riflettere sull’evoluzione linguistica di tale termine. [Definizione ]

Evoluzione del concetto di disabilità

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A partire dal 1945 la disabilità è passata da malattia, evento con un inizio, una fine ed un esito, a menomazione, indicando una perdita o un’anomalia fisica, psicologica o fisiologica. L’attenzione si è focalizzata poi sui sintomi che caratterizzano l’esito di un evento patologico (sindrome) per arrivare a classificare la disabilità come limitazione o perdita della capacità di compiere azioni in modo considerato “normale”. Il termine handicap passa ad indicare una condizione di svantaggio che limita o impedisce l’adempimento di un ruolo normale di un soggetto: questo, quindi, non si uniforma agli standard comuni di capacità ad eseguire un compito.

OMS handicap fenomeno sociale

L’OMS, Organizzazione Mondiale della Sanità, ha definito in maniera forte e definitiva l’handicap come fenomeno sociale in quanto la disabilità ha conseguenze sociali e ambientali che si riflettono sull’individuo a causa di menomazione. Prima di questa definizione, era stata data solo una classificazione categoriale del comportamento psicopatologico. Questo trattamento rigido raggruppava i soggetti in categorie definite in base alla ricorrenza dei sintomi. A questa si è aggiunta una classificazione dimensionale che descriveva i sintomi di ciascun individuo ma rischiando di compromettere la correttezza scientifica, riducendola, semplificando e sintetizzando in maniera arbitraria la “categoria di appartenenza”.

Menomazioni, disabilità, svantaggi esistenziali:si considera l’approccio relazionale e comunicativo con l’ambiente. Si classificano gli stati di salute, non la persona

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Un importante passo verso la relazione e la partecipazione che superi la mera classificazione della patologia viene compiuto nel 2002, quando viene stilata la Classificazione Internazionale del Funzionamento della Disabilità e della Salute: la disabilità è il risultato dell’interazione tra persone e le barriere comportamentali e ambientali che impediscono piena e effettiva partecipazione nella società su base di uguaglianza con gli altri. La disabilità è integrata nella quotidianità perché c’è discrepanza tra le richieste dell’ambiente e le prestazioni del singolo. La persona non coincide con la malattia o con la menomazione ma si definisce persona CON disabilità. Il soggetto non viene etichettato sulla sua mancanza ma sulla possibilità di fare: valorizza la condizione umana e permette l’avvio a un importante cambiamento culturale.

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