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Leader: essere bambini sempre (un segreto per vincere)

In questo articolo vi parlo di una fondamentale segreto per essere leader: fare una cosa importante, qualcosa che facevamo da bambini

In questo articolo vi parlo di una fondamentale segreto per essere leader. Leader lo si può essere in molti ambiti: a casa, a scuola o al lavoro. In tutti i casi bisogna fare una cosa importante, qualcosa che facevamo da bambini. Un atteggiamento che gli adulti perdono.

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Perché il cane ha quattro zampe ed io due gambe e due braccia?

Perché in cielo ci sono le stelle?

Perché i fiori hanno così tanti colori?

Il mondo dei bambini è pieno di perché. Il mondo degli adulti invece ha certezze.

E’ proprio vero che, ad un certo punto, smettiamo di fare domande e pensiamo soltanto alle risposte?

E’ meglio essere incerti oppure essere convinti delle proprie conoscenze?

Proviamo a fare chiarezza.

Chi fa domande chiede aiuto, coinvolge, costringe l’altro ad immedesimarsi con la nostre problematiche e soprattutto consente di avere più opzioni.

Il segreto è tutto qui: fare in modo che le nostre decisioni ed azioni abbiano una larga condivisione.

Chi vuol essere leader, chi aspira a ruoli di comando, in qualsiasi ambito, dalla scuola alla famiglia, sino al lavoro, deve imparare a fare domande.

E le prime domande dobbiamo farle a noi stessi.

Cosa desideriamo veramente?

Per ottenere ciò che desideriamo siamo disposti a fare sacrifici?

Ed infine ciò che desideriamo porterà vantaggi anche a chi ci sta vicino?

Troppe volte le nostre decisioni ci portano lontano da dove vorremmo e sovente ciò dipende dal fatto che non abbiamo mai fatto la domanda giusta.

Nel mondo attuale ha vinto una modalità: la connessione. Sempre più persone sanno contemporaneamente la stessa cosa e sempre di più provano sentimenti uguali su argomenti o situazioni specifiche. In fin dei conti l’evoluzione tecnologica ha assecondato la necessità del bambino. Perché esiste questo? Chi lo sa?

Immaginiamoci a scuola, in una classe di venti alunni quanti coinvolgono il professore con domande? Quali saranno gli alunni più apprezzati? Questo vale in ogni contesto. Anche in famiglia, ad esempio, un buon rapporto permane se siamo in grado di condividere le esigenze e le loro priorità.

Come “rubare” il mestiere al capo

Adesso caliamoci nella nostra carriera. In ogni situazione c’è un inizio. Ogni inizio ha un capo. La prima cosa da fare è “rubargli” il più in fretta possibile il mestiere. Eccoci al come: con le domande. Queste possono essere esplicite, ma anche nascoste, ossia osservando. Si può eccepire che non sempre il capo è un vero leader. Giusto. Il mio consiglio in questo caso è aprire il più possibile il confronto anche con i colleghi.

Insomma ognuno sa ciò che è meglio e deve imparare a stare accanto al meglio. In fin dei conti le ricette per avere successo nella vita sono semplici, direi contadine. Seminare quando è ora, saper attendere mentre coltiviamo, raccogliere al momento opportuno. Non accade sovente però. Il motivo sta nelle scelte che facciamo. Non coltiviamo il campo giusto, le sementi non sono adatte, il tempo è sbagliato. E colpa nostra? Sì. A chi abbiamo fatto le domande? A chi ci siamo affidati?
Conviene essere eterni bambini, ma con comportamenti da adulti.

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