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L’amicizia dopo i 50 anni – cosa cambia

L'amicizia dopo i 50 anni - cosa cambia

L’amicizia dopo i 50 anni: conta la qualità

Parlare di amicizia a questa età, credo obblighi a qualche distinguo. Prima di tutto penso che diventiamo molto selettivi. Tendiamo a eludere le amicizie che si trascinano nel tempo in una stanca ritualità, rassicurante nella sua ripetitività. Cerchiamo di stare alla larga dagli amici che nella realtà ci considerano dei piacevoli scaccia-solitudine. Magari proviamo a verbalizzare il nostro disagio, per cercare un “passo avanti” al rapporto. Se quello che raccogliamo è solo stupore o peggio disappunto, ci ritraiamo. Tiriamo giù la saracinesca senza tentennamenti, con un condimento di dispiacere. Ma finisce lì. Celebrare il passato, il “come eravamo” svuota ogni rapporto.

Donne e uomini vivono l’amicizia in modo differente?

Detto questo penso ci sia un modo maschile quanto uno femminile, di vivere l’amicizia, uno spazio dove la solidarietà in ogni caso la fa da padrone. La confidenza anche. Dove meno “si fanno le cose insieme” e più si concede all’altro spazio/accesso al proprio dialogo interiore. Si gode della intesa cristallizzata dal tempo. Uno sguardo, una parola, un gesto, e questo basta per capirsi, ed essere (soprattutto) sicuri di essere capiti. Si gode della complicità, che tiene insieme. Che magari neanche con il/la consorte osiamo permetterci. Per i maschi l’amicizia ha un che di “protettivo”. Puoi dire tutto: dei tuoi problemi di prostata con chi ne parli? Certo, anche con il medico..

Mi sembra di notare che le donne invece abbiano una più schietta capacità di aggregazione, una voglia di fare comunità, cioè di scambiarsi tra loro emozioni, sentimenti, riflessioni e fare di questa comunicazione profonda e autentica il nutrimento vero dell’appartenenza. Come se avessero una marcia in più per far fronte alla loro vecchiaia. Si complimentano e, in questo, si riconoscono e si sostengono.

 

 

Aggiungo che si ha anche voglia (perché no?) di riportare a galla vecchie amicizie chiuse nel cassetto. Ma attenzione: le persone cambiano. L’entusiasmo per un rivedersi può facilmente tradursi in una delusione. Facciamolo, ma senza dare per scontato che sia un “riprendere” da quell’ultima volta sepolta nel tempo. La sorpresa può essere un buon inizio.

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