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La scuola è pronta ?

La scuola è pronta?

La scuola è pronta ? Sta per iniziare l’anno scolastico con i problemi di sempre

Tra il 12 e il 15 settembre inizia ufficialmente il nuovo anno scolastico in Italia, con eccezione di Bolzano che ha iniziato il 5 di questo mese.

Finita la lunga e rigenerante stagione estiva, la campanella di inizio richiama quasi bruscamente i nostri ragazzi sui banchi di scuola. Finiti più o meno i compiti, organizzato il materiale, comprati i libri, bisogna solo reimpostare la sveglia all’ora giusta. Sembra, così, che sia tutto pronto a ripartire….

L’ultimo concorso e le strane percentuali di promossi

Ma la scuola è pronta? La domanda nasce spontanea dopo il discutibile esito del concorso che avrebbe dovuto regolarizzare i docenti abilitati. L’esito che ha raggiunto percentuali negative oltre ogni aspettativa, almeno nel Nord Italia,non ha di certo evidenziato il demerito dei tanti docenti che si sono prestati a questa ennesima beffa nei loro confronti, ma il demerito totale di un concorso organizzato senza criteri oggettivi di valutazione e con tempi di elaborazione delle domande oltre la legittimità, che se rispettati nel lavoro quotidiano di un insegnante evidenzierebbero solo docenti superficiali che preparano le loro prove in 10 minuti e che affidano la loro professionalità non alla preparazione e all’esperienza ma solo al caso.

A cosa sono serviti i percorsi abilitanti?

Questi stessi docenti, abilitati con un voto rilasciato dopo percorsi abilitanti presso le Università italiane, non sono stati inseriti nelle GAE, graduatorie ad esaurimento, dove invece erano inseriti quei docenti che NON hanno superato un concorso ma che hanno semplicemente fatto un percorso abilitante diverso nel nome ma non nel risultato. Le vecchie SSIS (scuole di specializzazione all’insegnamento secondario) sono state sostituite con i TFA e con i PAS ma hanno generato discriminazioni a livello di reclutamento. Due pesi e due misure, dunque, che non fanno onore a quei docenti che vengono usati per incarichi a tempo determinato da anni ma a cui non si riconosce il diritto all’assunzione o, almeno, all’inserimento nelle GAE. Tanti i ricorsi, tante le discussioni, tante le mortificazioni ma tanti i disagi che la scuola dovrà affrontare anche quest’anno. Perché mancano i professori che coprano i posti vacanti. Ricordiamo che la scuola sono in primis i ragazzi che troveranno ore buche, supplenze tamponate da docenti di altre discipline, incertezze…..

A meno che non si ricorra a quei docenti che l’esito del concorso ha escluso. Docenti umiliati che accetteranno ancora un nuovo incarico a tempo determinato perché quello è il lavoro che sanno fare, per cui hanno studiato, che sanno svolgere al meglio e di cui hanno bisogno. E forse sono proprio quegli insegnanti che, nonostante tutto, credono nella scuola, credono nei cambiamenti più di colleghi parcheggiati nel ruolo, che non sanno trovare stimoli e rinnovamento perché tanto “sono arrivati”.

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