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La ricerca della felicità: “Il libro della gioia”

La Ricerca della Felicità

La  ricerca della felicità una costante nella vita dell’uomo che persegue la soddisfazione dei propri bisogni

La ricerca della felicità è una costante nella vita dell’uomo che caratterizza la sua esistenza con l’incessante perseguimento dei suoi bisogni e la soddisfazione di essi.

Il poeta filosofo Giacomo Leopardi aveva visto in questo processo una caratteristica dell’uomo. Ma ne aveva anche evidenziato un aspetto importante: proprio perché ogni essere vivente è animato dal desiderio incessante di piaceri, non è mai soddisfatto perché c’è sproporzione tra l’ infinità del desiderio e la limitatezza dei piaceri raggiungibili. L’uomo, quindi, è destinato all’infelicità a causa della sua natura stessa (pessimismo cosmico). Importante la via d’uscita, che spesso viene trascurata relegando Leopardi unicamente in una condizione di pessimismo senza via d’uscita, è la consapevolezza. L’unica virtù ancora possibile per l’uomo era accettare con dignità e coraggio la propria sconfitta e di appagare la sua vita interiore con la poesia.

Letteratura, sociologia, filosofia sono alcuni esempi di ambiti che fanno della ricerca della felicità il loro tema privilegiato di studio

Il Libro della Gioia L’ultimo e più recente apporto relativo a questa sentita esigenza è l’edizione speciale di un volume curato da Garzanti e dal Corriere: “Il libro della gioia”, scritto dal Dalai Lama, Tenzin Gyatso e da Desmond Tutu, Arcivescovo emerito di Capetown in Sudafrica.
Entrambi vincitori del premio Nobel per la pace ( Dalai Lama nel 1989 e Tutu nel 1984), condividono la propensione all’ascolto: riflettendo sulla realtà, sulle scoperte scientifiche e sui problemi del mondo, il loro libro approda a grandi lezioni teologiche e morali. Tutto unicamente riflettendo sulla gioia e sulle qualità essenziali per vivere in una condizione stabilmente felice.

Coltivare la compassione per arrivare alla gioia

Prima occorre definire la “gioia”: è un concetto che va ben oltre la felicità perché questa dipende da circostanze esterne, mentre la gioia è un concetto più ampio che prescinde da queste.

La ricetta non è preconfezionata: si limitano a fornire alcune tecniche per arrivare a una vita felice. In un mondo materialistico e concentrato unicamente su valori apparenti e vani, occorre coltivare la compassione ma, soprattutto, l’educazione per recuperare la forza di valori interiori. Pensiero molto simile dunque a quello ottocentesco di Leopardi: dimostrare e saper cogliere una sincera preoccupazione per il benessere degli altri è il primo passo verso la gioia.

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