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Rapporto con il denaro – L’economia personale

Rapporto con il denaro - L'economia personale

Rapporto con il denaro: i “danè”, parte seconda

Le statistiche, gli studi dei sociologi ci dicono che mediamente alla nostra età abbiamo una discreta disponibilità finanziaria. Dalle generazioni prima di noi che “hanno fatto la guerra” abbiamo ereditato la propensione al risparmio. Purtroppo difficilmente potremmo fare altrettanto con i nostri figli: la precarietà che respirano ogni giorno è di gran lunga il più pericoloso inquinante per la loro speranza di vita.

Non gli stiamo lasciando un mondo migliore di quello che abbiamo ereditato. Non nascondiamoci dietro ad un dito. Questo è per dire che, ogni buon padre, per chi lo è, un pezzo del suo benessere dovrà cederlo.

 

 

Personalmente nel mio procedere esistenziale apprezzo sempre di più l’essenzialità. Sono circondato da coetanei che hanno sempre in testa il “meglio”. Ma è un concetto assai consumistico nella sua declinazione. E sono veramente contenti quando quel “meglio” che è sempre qualcosa di economicamente impegnativo è proposto sotto forma di sconto, di convenzione…Mi chiedo: ma meglio e utile coincidono?

Continuo a pensare che ci circondiamo di tante cose inutili, sulle quali poi determinatamente andiamo a poggiare la nostra identità. Quanto è ancora presente in noi il definirci a partire dalle cose che abbiamo?

Essenzialità. E godere prima di tutto di quel che hai. Questo mi fa star bene. E mi aiuta a comprendere come “spendere” il mio gruzzoletto, per me, per chi mi è intorno. Si dice spesso che siamo proiettati su quel che ci manca, che non è in nostro possesso, condimento di una seduzione consumistica praticamente irresistibile…

Sembrano parole inzuppate di qualunquistico paternalismo. Forse. Concretamente: c’è uno scenario che più o meno è comune a tutti. Lo studio dei figli, che facilmente si allunga per scommettere su un titolo di studio più robusto sul mercato del lavoro (salvo poi restare a casa perché “non trovano”), la cura per i propri genitori che cominciano a fare i conti con il tema dell’autosufficienza (la prospettiva del ricovero…), la malaugurata (ma non impossibile) scelta “spintanea” di dover smettere di lavorare prima del previsto.

Il nostro rapporto con il denaro – Economia personale

Gestire il proprio gruzzolo vuol dire creare le condizioni economiche tali per cui queste transizioni siano gestite con cura e non aggiungano ansia economica a quella soggettiva. Prepararsi per tempo a fare fronte a possibili fonti di instabilità. Trovare attraverso l’economia personale antidoti adatti ad affrontare le discontinuità del presente quanto possibili transizioni che, per quanto difficili, sono comunque prevedibili in termini di sequenza temporale.

 

 

Quel gruzzolo non è solo quel “che ho messo da parte”. E gestire non è solo una questione di quali strumenti finanziari e/o assicurativi adottare. Piuttosto rispondere ad una domanda cui nessun consulente finanziario può mettere il naso: com’è il vostro rapporto con il denaro? Ve lo siete chiesti, alla luce degli eventi prossimi e meno prossimi che vi circondano? Magari per evitare per esempio schizofrenie da generosità sulla spesa corrente e tirchieria estrema su quanto “ho investito”….

Prima delle azioni pensate alle vostre azioni….

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