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I gravi errori che commettono gli chef della tv

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Uno dei temi maggiormente trattati in ambito televisivo è indiscutibilmente quello della cucina, fra competizioni culinarie, ricette e consigli ed esibizioni di rinomati chef.

Il consenso da parte del pubblico, dunque, non è più ristretto alla cerchia delle casalinghe ma riguarda un po tutti, persino gli uomini, mossi magari da una loro passione per il settore o semplicemente alla ricerca di una ricetta rapida ed economica quando si ritrovano costretti ai fornelli.

Ed ecco allora che, dopo anni trascorsi con la simpatica Antonella Clerici e i suoi sapienti chef de “la prova del cuoco”, il caro Gordon Ramsay divenuto ormai di famiglia, le avvincenti gare di Masterchef e così via, ci sentiamo un po tutti dei grandi esperti del settore nel ripetere le loro stesse azioni.

Tuttavia, alcune sarebbe molto meglio evitarle; non sempre, infatti, questi grandi chef ci forniscono un buon esempio, soprattutto a livello di sicurezza microbiologica.

Proprio in virtù del crescente interesse per il settore che continua a determinare la proliferazione di numerosi programmi tv, alcuni ricercatori, sia in Europa che in America, hanno deciso di analizzare le abitudini degli chef televisivi maggiormente seguiti durante le loro esibizioni: i risultati delle indagini ci faranno riflettere.

Molto spesso infatti, come emerge dallo studio, alcune pratiche basilari come il lavarsi le mani prima di iniziare a cucinare o prima di maneggiare gli alimenti, in particolare dopo aver toccato uova e carne cruda, vengono trascurate.

Abbiamo poi il classico strofinaccio che viene portato sempre con se durante le preparazioni per potersi aciugare o pulire le mani: possiamo solo immaginare quante tipologie diverse di batteri possa contenere considendo le diverse matrici alimentari che si vanno a sommare; molto meglio sarebbe sostituirlo con della pratica e più igienica carta usa e getta.

E quante volte vediamo i nostri grandi chef utilizzare lo stesso coltello o lo stesso tagliere per diversi alimenti? altro errore imperdonabile e molto pericoloso in quanto ogni alimento ha una sua flora batterica differente sulla superfice (c’è ad esempio una bella differenza fra gli alimenti crudi e quelli cotti o fra la carne ed il pesce).

Numerose sono anche le volte in cui gli chef, durante le preparazioni, portano le mani alla bocca, al naso, ai capelli.. tutte fonti di contaminazioni importanti che andrebbero eviatate.

Lo spettatore acquisisce a sua volta le stesse abitudini riproducendo fedelmente le  mosse degli esperti e facendole sue anche nel quotidiano, senza rendersi conto dei rischi cui va incontro.

Secondo i ricercatori, invece, potrebbe essere proprio nell’ambito di trasmissioni televisive come queste, considerando anche il vasto pubblico che attrae, il contesto ideale per la diffusione delle buone pratiche igieniche, magari dando anche consigli e spiegazioni in modo da fornire allo spettatore da casa un’educazione sanitaria consapevole.

Quanti chef, ad esempio, non ci spiegano il perchè sia importante rispettare il binomio tempo-temperatura durante la cottura di un determinato alimento, che sono parametri ben precisi e per niente empirici (di solito si parla solo dell’aspetto che dovrebbe avere l’alimento cotto), o il perchè possiamo mangiare una bistecca di carne bovina al sangue ma non una fettina di maiale?

Eppure, avere questo tipo di nozioni potrebbe davvero fare la differenza dato che, se conoscessimo i rischi a cui potremmo andare incontro acquisendo abitudini errate è molto probabile che il nostro comportamento in cucina sarebbe ben diverso.

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