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Google investe ancora nel Regno Unito nonostante la Brexit

La nuova sede di oltre 60.000 metri quadri, è stata progettata da Thomas Heatherwick, il progettista del “Garden Bridge” sul Tamigi.

Google si impegna in un piano di investimenti per 1 miliardo di sterline nel Regno Unito e questo nonostante la Brexit.

Google sta per aprire un nuova quartier generale a Londra, che potrebbe vedere 3.000 nuovi posti di lavoro creati entro il 2020. La notizia rappresenta un notevole impulso al settore della tecnologia della Gran Bretagna. Sundar Pichai, l’amministratore delegato di Google, ha detto alla BBC che il Regno Unito è ancora un luogo attraente per fare affari. Ha aggiunto che l’apertura delle frontiere e la libera circolazione dei migranti qualificati sono stati “assolutamente” importanti per il successo del settore tecnologico nel Regno Unito. Questa è la prima intervista europea di Pichai da quando è diventato amministratore delegato l’anno scorso. Alcune fonti presso il colosso di Mountain View hanno anche detto che se vi fossero barriere all’immigrazione qualificata in seguito al voto per l’uscita dall’Unione Europea, alcuni investimenti di Google potrebbe essere a rischio.

Allo stato attuale, Google impiega circa 4.000 persone nel Regno Unito, una cifra che potrebbe salire a 7.000

E’ stato stimato che il costo dell’investimento per il nuovo edificio di King’s Cross e del personale aggiuntivo è di oltre 1 miliardo di sterline.
Allo stato attuale, Google impiega circa 4.000 persone nel Regno Unito, una cifra che potrebbe salire a 7.000 ora. Lo spazio dell’ufficio di proprietà di Google in King’s Cross sarà più che raddoppiato. “Il Regno Unito è un mercato enorme per noi,” ha affermato Mr Pichai.
“Vediamo grandi opportunità qui e il nostro impegno è massimo – abbiamo alcuni dei migliori talenti al mondo nel Regno Unito e siamo in grado di costruire grandi prodotti con i quali differenziarci dai concorrenti anche nel lungo termine”.

Pichai ha chiarito che la forza dell’economia del Regno Unito va ben al di là del voto sulla Brexit

La nuova sede di oltre 60.000 metri quadri, è stata progettata da Thomas Heatherwick, il progettista del “Garden Bridge” sul Tamigi.
Molte aziende avevano sollevato timori, prima del referendum sulla brexit in caso di vittoria del si, che gli investimenti stranieri ne avrebbero risentito. Vi era incertezza sul fatto se Google si sarebbe impegnata comunque per il nuovo edificio. Ma Pichai ha chiarito che la forza dell’economia del Regno Unito va ben al di là del voto sulla Brexit. “L’innovazione, il talento che abbiamo a disposizione qui, l’assoluta avanguardia nella tecnologia che siamo in grado di esprimere qui lo rende un posto incredibile per noi per investire”, ha detto. “Apprezziamo il modo aperto e connesso di questa realtà e siamo in grado di concentrare talenti da qualsiasi parte del mondo. Apprezziamo queste qualità e siamo ottimisti che ciò rimarrà stabile nel tempo. Così abbiamo preso questa decisione [ di investire ndr], tenutone conto [del referendum ndr], ma siamo molto ottimisti”. Continua: “Brexit può aver complicato con effetti secondari nel lungo periodo, ma è troppo presto per dire quali essi possano essere”.

Anche le imprese italiane guardano al mondo UK con interesse

Sembra quindi, anche dopo la conferma di Nissan ad investire in nuovi impianti in UK, che il Regno Unito rimanga solido punto di riferimento di Colossi mondiali in differenti settori. Una economia che continua a crescere ininterrottamente dopo la crisi del 2008 e a cui anche piccole e medie realtà italiane guardano sempre con maggiore interesse/desiderio.

 

 

 

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