Sei in

Gli italiani scoprono la domotica

Smart home, casa connessa, domotica, Internet of Things: i termini per descrivere il fenomeno sono molteplici, ma si parla sempre dello stesso argomento, ovvero i dispositivi domestici connessi e intelligenti, che semplificano la vita delle persone e migliorano l’efficienza delle macchine di casa. E gli italiani sembrano apprezzare le novità, come svelano gli ultimi dati.

Il mercato delle abitazioni intelligenti è ormai una realtà consolidata anche in Italia: se fino a pochi anni fa termini come Smart Home, domotica e Internet of Thing esprimevano concetti in larga parte comprensibili solo ad addetti ai lavori o ad appassionati di tecnologia, oggi invece le soluzioni digitali che consentono di connettere tra loro i domestici sono una realtà concreta.

Un mercato in crescita. Concreta e sempre più diffusa nel nostro Paese, come ben evidenziato dalla ricerca “Smart Home” effettuata dall’Osservatorio IoT del Politecnico di Milano: in un solo anno, tra il 2015 e il 2016, questo mercato è aumento del 23% e ha raggiunto un valore di 185 milioni di euro. Ma non sono solo i dati sui volumi delle vendite che lasciano ben sperare, perché gli analisti sottolineano soprattutto le principali novità strutturali che dovrebbero consolidare il trend anche nel 2017.

Nuove dinamiche in atto. Si parla in primo luogo dell’entrata in scena in questo comparto, con soluzioni specifiche, dei grandi gruppi internazionali come Google o Amazon, che stanno investendo sia sul fronte sia della produzione, sia su quello della distribuzione. Ma molto interessante è anche la dinamica dei canali di vendita: finora nell’80% dei casi si trattava infatti di operatori già attivi nella tradizionale filiera della domotica, vale a dire nel complesso mondo dei professionisti del settore che vedeva impegnati produttori, architetti, costruttori edili, distributori di materiale elettrico e installatori.

Cambiano i protagonisti. Oggi invece, continuando lungo la scia avviata nel 2016, il mercato non vede più in queste figure gli unici intermediari in modo quasi esclusivo verso i consumatori, ma è diventato maggiormente differenziato, grazie alla comparsa e al rafforzamento di nuovi attori e in particolare di retailer, sia fisici sia online.

Esperienza e innovazione. Come evidenziato dallo studio dell’ateneo milanese, è evidente la nascita di aree dedicate alla Smart Home all’interno dei negozi di elettronica, showroom specializzati e specifiche sezioni all’interno di siti di ecommerce, così come sono aumentate le proposte da parte della grande distribuzione organizzata. Un esempio a metà strada è rappresentato, in chiave italiana, dal portale dei Fratelli Frigerio, sui cui è possibile trovare anche componenti come gli attuatori meccanici, tanto piccoli quanto fondamentali.

Ostacoli da superare. Eppure, ci sono ancora vari elementi che potrebbero rappresentare degli ostacoli alla diffusione e alla portata di queste innovazioni: in primis, i consumatori giudicano ancora poco soddisfacente la qualità e varietà dei prodotti. Inoltre, finora gli acquisti sono concentrati per lo più sui sistemi per migliorare la sicurezza della casa (e quindi, impianti di videosorveglianza e affini), mentre tutti gli altri apparecchi raccolgono quote residuali.

Non solo sicurezza per la casa. Significa che, su tutto il mercato, la vendita di sistemi per la gestione da remoto degli elettrodomestici o per il controllo dei consumi o degli impianti di climatizzazione rappresentano poco più del 10%. Altro aspetto da migliorare è quello della comunicazione: secondo gli esperti, è necessario spiegare con più cura e maggiore attenzione quali sono le caratteristiche e i benefici che le soluzioni smart portano alle abitazioni.

Scetticismo per la privacy. C’è poi un altro aspetto che sembra preoccupare gli italiani, ovvero la tutela della privacy: sono molti infatti i consumatori che si dichiarano perplessi nei confronti di questa innovazione, visto che con i dispositivi connessi è possibile raccogliere una grande quantità di dati sia sugli stessi accessori che sul comportamento di chi li utilizza.

 

Condividi su

Post Correlati