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Gli hamburger al sangue non dovrebbero esistere

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Nella vasta popolazione degli “onnivori/carnivori” sono in molti gli amanti della carne cosidetta “al sangue”, effettuata appositamente con una cottura più rapida del necessario al fine di ottenere una minore resistenza al taglio ed una succosità che ne va a caratterizzare anche il sapore.

Non tutti sanno però che, se non effettuata con le dovute accortezze potrebbe rivelarsi fonte di intossicazione alimentare.

In particolare, per quanto riguarda gli hamburger dobbiamo ricordare che la cottura al sangue, a differenza di altre tipologie di preparazioni a base di carne, come ad esempio una fettina o una bistecca, può essere molto rischiosa ed andrebbe evitata.

La differenza sostanziale tra una bistecca ed un hamburger, dal punto di vista sanitario, risiede nel fatto che, mentre per la realizzazione di una bistecca sarà effettuato semplicemente il taglio in un punto specifico della carcassa del bovino, per realizzare invece un hamburger andremo anche a macinare tale carne e, quindi, i microrganismi naturalmente presenti sulla superficie della stessa si ritroveranno anche all’interno del prodotto con il risultato di una contaminazione più massiva;

la maggiore esposizione all’ossigeno atmosferico, inoltre, accelera di molto i tempi di replicazione batterica contribuendo ulteriormente.

Quanto più sarà spesso il nostro hamburger, tanto maggiori saranno i rischi connessi.

E’ proprio a causa di ciò che per gli hamburger è espressamente richiesta una cottura più prolungata, assicurandosi in particolare che le temperature richieste arrivino sino al cuore del prodotto; solo così potremo scongiurare ogni rischio di intossicazione alimentare.

Il fatto che siano presenti dei batteri potenzialmente pericolosi per la nostra salute, come Escherichia coli O157 e Salmonella, sulla superficie della carne cruda non è certo sintomo di scarsa igiene o motivo di preoccupazione in quanto diversi microrganismi sono normalmente presenti nell’intestino dell’animale e, durante la macellazione e la lavorazione del prodotto, finiscono inevitabilmente per contaminare buona parte della carcassa.

Ogni pericolo verrà dunque eliminato solo tramite un’adeguato trattamento termico successivo, prima del consumo; nello specifico, per quanto riguarda la cottura degli hamburger la temperatura richiesta è di 70°C da mantenere per almeno 2 minuti al cuore del prodotto (possiamo utilizzare delle apposite sonde da infilzare nel prodotto e rilevarne la temperatura interna durante la cottura o, in sua assenza, assicurarci quantomeno di aver eliminato ogni traccia di colore rosa al taglio ).

Molto importanti sono anche le contaminazioni crociate che possono derivare dal contatto con carne cruda in quanto, come detto poc’anzi, la carica batterica presente su di essa è piuttosto elevata e dunque bisogna prestare grande attenzione ad evitare ogni contatto tra la carne cruda e quella cotta, lavare le mani ogni volta che ne entriamo in contatto e fare attenzione anche ai vari oggetti che potrebbero veicolare le contaminazioni quindi utensili, stoviglie ecc.

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