Sei in

Alitalia in crisi, però i soldi per i commissari e gli spot ci sono!

Alitalia in crisi, però i soldi per i commissari e gli spot ci sono!

Guardando la TV in queste settimane, sui canali nazionali in prima serata (la fascia più costosa) si notano degli spot di Alitalia con testimonial famosi (Carolina Crescentini o Antonino Cannavacciuolo per citarne un paio). Allora viene da chiedersi:  la compagnia di bandiera non era sull’orlo del fallimento? Vengono spesi così i soldi che l’Unione Europea ha prestato alla Società, soldi che poi l’Italia dovrà restituire (legittimo chiedersi dove andrà a pescare i soldi)? Ma andiamo con ordine:

[AdSense-A]

La notizia della crisi di Alitalia è oggetto di prese di posizioni e schieramenti che stanno dividendo il nostro paese. Come sempre. Invece di reagire con forza e unità alle problematiche che, in un modo o in un altro riguardano la vita di tutti noi, gli italiani si stanno dividendo. Non è molto chiaro, a onore del vero, se ad indignarci sia il ricorso sfrenato al diritto di sciopero, i limiti imposti a questo, o il rischio di privatizzazione della Compagnia Aerea.

I commissari nominati non hanno competenze in materia

La confusione sembra, però, evidenziare un dato certo: la mancanza di un piano forte e determinato promosso dal governo. Sono stati nominati tre commissari, Gubitosi, Laghi e Paleari che hanno il compito di proporre suggerimenti senza che abbiano alcuna competenza in materia di trasporto aereo: sono personaggi politici, che hanno già avuto in passato incarichi con la stessa Alitalia e che, insieme alla dirigenza, hanno causato il disastro con scelte imprenditoriali e strategie politiche fallimentari.

Gubitosi, Laghi e Paleari e i loro compensi milionari: ma chi li paga?

Questi commissari, cui sono riconosciuti compensi milionari che potevano trovare miglior investimento in un momento di difficoltà, dovrebbero forse, come prima cosa, accertare lo stato di insolvenza di Alitalia, rendere pubblico il bilancio del 2016, capire cosa abbia provocato l’eventuale dissesto finanziario e non limitarsi a tagliare i costi riducendone il personale.

[AdSense-B]

Il sospetto che questa situazione giovi a qualcuno e che ci siano dietro interessi speculativi evidenti colpisce anche l’italiano più sprovveduto e meno informato in materia. Le difficoltà della compagnia dipendono dal regime oligopolistico del trasporto aereo imposto al nostro paese dalle scelta dell’Unione Europea: dovremmo quindi dimenticarci della nostra professionalità, delle competenze, dell’altissimo livello che caratterizzano il nostro paese? Ci dovrebbero essere dei limiti da imporre al potere delle compagnie straniere; ci dovrebbe essere più rispetto per noi che, alla televisione, dobbiamo sorbire pure spot e testimonial strapagati che insultano la nostra intelligenza, il buon senso e mancano di rispetto al nostro Bel Paese.

Condividi su

Post Correlati