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Cos’è il fenomeno dell’antibiotico-resistenza e perchè ci riguarda tutti

antibiotico-resistenza

Un  pasto a base di.. antibiotici! Cos’è il fenomeno dell’antibiotico-resistenza e perchè ci riguarda tutti !!!

Da quando, nel lontano 1928, si è compreso il potere battericida di alcune muffe grazie al prezioso contributo dello scienziato  Alexander Fleming, si è dato il via alla creazione di un farmaco fondamentale, a cui devono la vita innumerevoli persone: l’antibiotico.

Negli anni, tuttavia, pur mantenendo il suo ruolo primario di farmaco contro le malattie di origine batterica, l’antibiotico ha acquisito diversi altri utilizzi, alcuni dei quali poco graditi e potenzialmente molto pericolosi per noi consumatori;

è ben noto, infatti, come il suo utilizzo sia ormai largamente diffuso all’interno degli allevamenti zootecnici, soprattutto quelli di tipo intensivo, dove l’obbiettivo primario è da sempre quello di massimizzare la produzione.

Gli antibiotici, dunque, assumono non più una funzione curativa ma bensì funzione profilattica (per prevenire la comparsa di malattie infettive che, in un luogo così sovraffollato, si diffonderebbero molto rapidamente con notevoli perdite economiche) e funzione di promotore della crescita.

Ed ecco quindi, come conseguenza a questa diffusa consuetudine, il fenomeno dell’antibiotico-resistenza: i microrganismi diventano insensibili all’azione battericida degli antibiotici più comuni ed è necessario trovarne sempre di nuovi.. vien da se che, non essendo infiniti i principi attivi con azione battericida, prima o poi avremo un serio problema.

Tale problematica ci riguarda molto da vicino in quanto, essendo consumatori regolari di carne, è inevitabile che i residui di antibiotici giungano sulle nostre tavole insieme a tante altre sostanze di cui spesso trascuriamo la pericolosità; ogni giorno quindi ci sottoponiamo, spesso inconsapevolmente, all’assunzione di farmaci che, seppur in quantità minime, potrebbero indurci la temuta antibiotico-resistenza.

Secondo l’Organizzazione mondiale della sanità, che ha lanciato l’allarme già da diverso tempo, dovremmo addirittura temere la possibilità di un’era post-antibiotica, dove infezioni comuni e lievi ferite, la cui pericolosità è stata annullata per decenni, possano tornare a essere letali.

La situazione dunque non è certo da sottovalutare, basti pensare che il 71% degli antibiotici venduti in Italia è per uso animale (dati Ecdc-Efsa-Ema) e, nella maggioranza dei casi, si tratta di animali da allevamento.

Consumer International, la principale organizzazione di consumatori in Italia, lancia la campagna “Antibiotics Off The Menu” un segnale forte per dire basta agli antibiotici nel piatto e rivolgendo in particolare la sua attenzione a tre grandi catene di ristoranti multinazionali (McDonald, KFC e metropolitana) a cui viene rischiesto un impegno serio con delle scadenze al fine di abolire l’utilizzo di antibiotici negli allevamenti a scopi non curativi, pratica divenuta ormai di routine.

L’allarme è stato poi ripreso anche dall’associazione di Altroconsumo che, come sempre, ha deciso di scendere in campo in prima persona schierandosi dalla parte dei consumatori e ci riporta dei dati reali, frutto di un’analisi effettuata su 40 campioni di carne di pollo  provenienti da 20 diversi punti vendita di Roma e Milano; dai risultati emerge come ben il 63% sia risultato positivo alla presenza di batteri resistenti agli antibiotici.

risultati-test-antibiotico-resistenza
(risultati test antibiotico resistenza su campioni di pollo)

E’ tuttavia doveroso ricordare anche che il fenomeno dell’antibiotico-resistenza è ormai largamente diffuso a livello globale a causa dell’eccessiva leggerezza con cui molte volte viene assunto in ambito domestico questo farmaco,  spesso non rispettando i tempi di somministrazione prescritti solo perchè si nota un miglioramento dei sintomi o, magari, in seguito a prescrizioni fai da te molto pericolose anche quando non è necessario.

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