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Come affrontare la separazione in età avanzata

Come affrontare la separazione in età avanzata

Come affrontare la separazione in età avanzata, ecco un argomento sempre più attuale. I tempi cambiano e così in questo articolo voglio parlarvi di come si arriva alla separazione in tarda età, di come sia differente il vissuto nell’uomo e nella donna e di come sia possibile prevenire un distacco così doloroso.

Come affrontare la separazione in età avanzata: i tempi cambiano

Anche in Italia, cresce il numero di persone in avanzata età che si dice addio. Complice l’indipendenza economica delle donne, meno paletti sul piano morale (meno pressione sociale nel “dover mantenere” un matrimonio per forza) ma anche e soprattutto una diversa consapevolezza di sé e dei propri bisogni. Conta più la felicità individuale della solidità del matrimonio.
Sul tema, il vissuto maschile è molto differente da quello femminile. Partiamo dal femminile.

Come affrontare la separazione in età avanzata: il vissuto femminile

Il divorzio, nelle coppie navigate, scaturisce, io credo, più da una scelta femminile. E il motivo prevalente non è legato al tradimento di un coniuge. Ben altro: nel non vedere più nella coppia soddisfatto il bisogno di appartenenza e complicità; l’empatia mentale e sessuale sono un ricordo. Così la disponibilità a recitare un copione, a “far finta” è prossima allo zero. La donna si separa perché intravvede in quelle condizioni l’impossibilità di stare bene con se stessa. Non dimentichiamo che la generazione di cui stiamo parlando considera stabilmente il sesso non più con una finalità solo procreativa. E poi consideriamo che sempre di più la donna non vive la menopausa come un peso, casomai come una occasione per essere “finalmente” pienamente donna: avere ancora davanti a sé possibilità e persino una marcia in più, data dalla stabilità, dalla saggezza e dalla capacità di sapere quel che si vuole veramente. Per una donna non è troppo tardi per cercare un nuovo partner, o punta a restare da sola semplicemente per stare bene.

Insomma l’età può“mettere paura” all’idea della solitudine, ma le donne tendono a vivere bene questa situazione, e tornare single le fa letteralmente ringiovanire nello spirito e nell’aspetto, scoprire che possono ancora essere seducenti.

E’ più facile quindi che la donna, a differenza dell’uomo, guardi alla separazione (al di là dello scombussolamento che comunque una scelta del genere comporta) più come opportunità.

Come affrontare la separazione in età avanzata: e l’uomo?

L’uomo la vive come una perdita. Magari come una sconfitta del suo ego. Una rinuncia. Il contagio depressivo non manca. Si fatica molto solo ad immaginare il “dopo”. I suoi vissuti lo portano a “non accettare” la separazione, a minimizzare o peggio non riconoscere le criticità relazionali. Per lui è un abbandono in piena regola in cui la “colpa” è tutta dall’altra parte. E più questo accade in età “avanzata” e più la si vive come una “catastrofe” (“e adesso come farò da solo?”).

Come affrontare la separazione in età avanzata: esistono soluzioni per non arrivare a tanto?

Esistono soluzioni? Sembrerà banale, ma davanti a tanta complessità, intravvedo una sola soluzione possibile: imparare a non minimizzare, a non trascurare i segnali “deboli” (o magari tutt’altro che deboli) che nel vissuto relazionale rimangono impigliati. Che vuol dire parlarne, capire meglio e non dare per scontato. Uno dei problemi più grossi in una coppia “anta” è la presunzione di conoscere ormai “fin troppo bene” l’altro, di “chiuderlo” in una gabbia interpretativa che non lascia spazio all’ascolto reciproco. Le persone cambiano, cambiano opinione, imparano cose nuove. In ogni momento della vita. E il rischio è di non incontrarsi più, pensando che questo non stia accadendo, o sia solo legato a qualche trascurabile transitoria circostanza (“figurati se non la conosco!”).

Lasciarsi sorprendere dall’altro è un buon modo (soprattutto per i maschietti) per navigare lontano dalla burrasca.

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