Sei in

Celiachia e dieta senza glutine, una patologia di moda?

Il glutine dei cereali fa male ai malati di celiachia

Sempre più italiani scelgono di acquistare alimenti senza glutine, pur non soffrendo di celiachia.

Un mercato a crescita costante, quello dei prodotti gluten free. Ogni anno in Italia vengono spesi oltre 100 milioni di euro, da persone che celiache non sono.  Che clinicamente non avrebbero alcun motivo per escludere il glutine dalla dieta di tutti i giorni.

[AdSense-A]

Glutine e malattia celiaca

Il glutine è una sostanza di origine proteica, che si forma quando due proteine (gliadina e glutenina) si uniscono, attivate dall’acqua. Ciò avviene ad esempio quando impastiamo acqua e farina di grano. E’ presente in alcuni cereali, come grano, orzo, segale, farro. Per il suo potere legante, viene spesso utilizzato dall’industria alimentare in sughi, salse, zuppe. Non è una proteina fondamentale per nostro organismo, e non crea alcun problema nei soggetti  sani, ma eliminandolo si rinuncia ad elementi nutritivi importanti, come le fibre.

Diverso è il discorso in soggetti affetti da malattia celiaca. La celiachia è una patologia autoimmune, di origine genetica, di cui il glutine è il fattore scatenante. Il sistema immunitario riconosce il glutine come un nemico, e reagisce attaccando l’intenstino. Ne deriva uno stato di infiammazione cronica, con danneggiamento della mucosa intestinale e malassorbimento dei nutrienti.

Di conseguenza, nascono una serie di disturbi correlati, come diarrea, a volte stipsi, gonfiore addominale, perdita di peso(patologica), blocco della crescita nei bambini. Fino a depressione, malattie dermatologiche e problemi neurologici. Per determinare la celiachia è necessario effettuare esami del sangue specifici, prescritti dal medico.

Come si cura la celiachia

Non esiste alcuna terapia farmacologica per curare la celiachia. L’unico rimedio possibile ed efficace, è la totale esclusione del glutine dalla dieta. Eliminando il fattore scatenante, i disturbi migliorano in breve tempo, consentendo al paziente di riprendere una vita normale e soddisfacente. Gli italiani malati di celiachia sono circa l’ 1% della popolazione, ma non è più considerata una malattia rara, poiché dagli anni ’50 ad oggi i casi sono quadruplicati.

A tutela dei celiaci, in Italia esiste una legge (123/2005) che garantisce ai pazienti l’esenzione dal pagamento di controlli e terapie, oltre all’erogazione di buoni per l’acquisto di prodotti specifici. Prodotti che fino a pochi anni fa erano pochissimi e reperibili solo in farmacia, con costi molto elevati.

grano, orzo, farro e segale contengono glutine

Intolleranza al glutine

Intolleranza e malattia sono differenti. L’intolleranza al glutine non deriva da predisposizione genetica e, diversamente dalla celiachia, spesso può essere transitoria, come qualunque altra intolleranza alimentare. Crea disturbi intestinali, gonfiore, nausea.  In questo caso l’esclusione del glutine per un determinato periodo è sufficiente a ripristinare il sistema, consententone nuovamente il consumo. Ma i casi possono essere differenti fra loro, ed è sempre necessario il parere del medico.

Il glutine fa male?

La tendenza degli ultimi tempi è di eliminarlo dalla dieta, perché fa “sempre” male. Un fenomeno  partito dalla pubblicazione di un libro: La dieta zero grano del cardiologo americano William Davis. Il medico definisce il glutine come un vero e proprio nemico della salute, responsabile di patologie anche gravi, da evitare assolutamente. Teorie mai convalidate scientificamente, ma molto seguite da famose star e campioni sportivi (soprattutto statunitensi), per restare in forma, seguiti a ruota da migliaia di persone. E come spesso succede, dall’America la moda è presto sbarcata in Italia.

Attualmente il glutine viene demonizzato, tanto che qualunque azienda alimentare ha una propria linea di prodotti “gluten free”, riconoscibili dalla spiga barrata, e sempre più pubblicizzati. Ma che il glutine faccia male a tutti non è stato dimostrato, ma anzi, i dati scientifici smentiscono. Come spiegano dall‘Associazione Italiana Celiachia, è errato pensare che il glutine riduca il rischio di sviluppare malattie cardiovascolari. In realtà la mancanza assunzione di cereali integrali può aumentarne l’insorgenza.

[AdSense-B]

E non solo. Per sostituire il glutine, nei prodotti per celiaci, spesso si utilizzano ingredienti non proprio dietetici. I cibi gluten free sono più calorici e ricchi di grassi saturi (dannosi), olio di palma in testa, zuccheri e meno fibre.

Quindi se non si è celiaci, o intolleranti al glutine, la miglior dieta da seguire è quella del buonsenso. Un regime alimentare corretto e variegato, ricco di frutta e verdura, ma anche pasta, legumi, carne e latticini, il tutto nella giusta misura.

Condividi su

Post Correlati