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Buona Scuola: la nuova prova di maturità molto discutibile

Buona Scuola: la nuova prova di maturità molto discutibile

Con sempre più scetticismo, nel caso ci fosse ancora bisogno di conferme sulla discutibilità della riforma, dobbiamo definire “Buona Scuola” la nuova prova di maturità.

Quando si annuncia una riforma scolastica in Italia, il mondo dei docenti trema. Perché ogni cambiamento non solo non migliora mai il settore dell’istruzione, ma sembra, se ancora possibile, peggiorare sempre tutto. E per non smentirci, la tanto attesa riforma della maturità porta stravolgimenti tutt’altro che positivi.

Le principali novità della nuova prova di maturità dal 2018

Tra le principali novità, viene abolita la tanto temuta terza prova, quella che, con le domande decise dai commissari la mattina del terzo giorno previsto per gli scritti, era basilare per verificare oggettivamente la preparazione degli studenti. Spaventava, è utile ricordarlo, quanti erano consci di non sapere, perché con tutte le simulazioni che si svolgono durante l’anno, il fattore rischio era minimo. Si sostituisce con una prova INVALSI di italiano, matematica e inglese, da svolgere prima della maturità, che verifica le conoscenze e le abilità degli alunni, nonché la qualità complessiva dell’offerta formativa. Qui subito il primo ostacolo: per i profani sembra essersi liberati di un incubo, ma la prova INVALSI è, in realtà, un terno all’otto perché è ministeriale, dunque non è preparata dai docenti tenendo conto dei programmi svolti, degli istituti, della preparazione, delle competenze acquisite dai ragazzi. Valuta le conoscenze in una scuola delle competenze???!!!Ma si aggira l’ostacolo facendo attribuire a questa prova solo crediti formativi, non un voto.

Sempre per rimanere su questo argomento,la Buona Scuola modifica anche il peso dei crediti accumulati durante il triennio. L’art. 17, comma 1, sancisce che in sede di scrutinio finale sarà il consiglio di classe ad attribuire il punteggio maturato nel triennio fino ad un massimo di 40 punti, di cui: 12 per il terzo anno, 13 per il quarto anno e 15 per il quinto anno.

Alternanza scuola-lavoro vs tesine: paregio

Grande importanza verrà data all’alternanza scuola-lavoro: è un periodo di tirocinio di 400 ore obbligatorie per gli ITIS e200 per i Licei. Il valore di questo percorso sta nella discussione sull’esperienza svolta e nel giudizio da parte della commissione sulla stessa, che concorre di conseguenza al voto finale e che sostituisce l’esposizione delle tesine. Se da una parte questo evita il randagio e ricorrente scopiazzamento dei lavori da internet, dall’altra non permette ai più meritevoli di pensare e personalizzare un percorso interdisciplinare suggestivo e valido.

Si ha la percezione si voglia semplificare. Forse si aiuta di più, ma sicuramente si mortificano le eccellenze. Prima di tutto per essere ammessi non bisogna più avere la sufficienza in tutte le materie, ma basta avere sufficiente la media: gli alunni si sentiranno autorizzati a trascurare le materie ostiche e si concentreranno solo su quelle con cui possono alzare la media, educazione fisica compresa. Questa tendenza è avallata anche dalla modifica della prima prova d’italiano: vengono eliminate le tipologie complesse e il Ministero pare voler mantenere unicamente la tipologia B, non permettendo una scelta a chi meriterebbe di poterla fare.

Corsa alla nomina dei commissari d’esame

Rimane invariata la composizione, invece, delle Commissioni, che restano miste, tre commissari esterni e tre commissari interni, nonché un presidente di commissione che probabilmente avrà garantita una formazione apposita (art. 18 comma 6). Elemento che, in fase di dibattito, si consigliava di eliminare: il giro di commissari esterni alimenta solo un giro di interessi economici per quanti si fanno assegnare sedi in località lontane per avere un rimborso chilometrico superiore. E devono comunque giudicare degli esterni il percorso del triennio? Chi meglio dei docenti che li hanno seguiti con costanza quotidiana nel loro crescere, tra alti e bassi, allora può valutare questo percorso? Un conto era la valutazione oggettiva di una prova d’esame che aveva un peso enorme per la promozione. Ora questo viene ridotto : tanto valeva lasciare ai docenti del consiglio di classe il compito di giudicarli “maturi”, dopo una serie di verifiche come tante e sempre effettuate.

Maturandi immaturi: la maturità non è più una occasione di crescita che non si scorda più

Per approfondire ulteriormente l’aspetto normativo si rimanda al decreto legge completo. Qui si vuole solo riflettere sulla scelta di eliminare lo scoglio maturità. Nel tentativo di semplificare la vita ai nostri giovani, siamo veramente sicuri di fare il loro bene? I ragazzi di oggi non sanno affrontare le difficoltà. Ma la vita, nella sua meravigliosa complessità,ci regala ostacoli continuamente; saperli superare è la condizione per comprendere il valore dell’esistenza stessa. E la scuola è, prima di tutto, esperienza di vita: deve offrire gli strumenti per saperla affrontare con forza, orgoglio e dignità. Gli esami scolastici erano e restavano un modo, comunque protetto e tutelato dall’ambiente stesso, per mettersi alla prova e valorizzare la propria autostima. Ora, invece, è solo un espediente per aggirare le proprie responsabilità.

 

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