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Benessere economico: denaro e progetto di vita per i senior

Benessere economico perché non esiste solo la salute fisica e mentale. Il denaro è una realtà imprescindibile sopratutto quando si è senior.

In questo articolo vi parlo di benessere economico perché non esiste solo la salute fisica e mentale. Il denaro è una realtà imprescindibile e, sopratutto quando si è senior, la questione diventa importante. Ecco allora dei consigli che non vogliono essere assolutamente di natura finanziaria. Voglio infatti soffermarmi su un concetto che ritengo fondamentale: combinare il “denaro” un progetto di vita. Ma entriamo meglio in argomento.

E I “DANE’”?

Abbiamo fatto un pezzettino di strada insieme sul tema dell’invecchiamento. Abbiamo cercato di “fissare” alcuni punti di riferimento. Una “grammatica dei significati” da condividere, per contestualizzare ogni riflessione, concreta o “filosofica” che sia. Per capirci meglio insomma.

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Pensare al benessere economico e al denaro come parte di un progetto di vita

Benessere, corporeità, stupore. Tutte parole chiave, che verranno qui scandagliate, declinate con pazienza. Esiste una quarta parola, che tratterò molto meno, che non è decisiva nel mio discorso, che è “economia”. E per economia intendo i soldi, come investirli, come maneggiarli, come gestire il proprio capitale messo faticosamente insieme in una vita. Più ci si inoltra con gli anni e più ci si preoccupa “anche” di questo. A malincuore dico “soprattutto”. Basta scrutare “google”: intorno alla parola pensione le interrogazioni sono fortissimamente concentrate intorno al trattamento e alle prestazioni dell’INPS. Pensare ai “danè” mi sembra assolutamente insindacabile, niente da dire: ma perché pensarli scissi da un “progetto di vita”? Perché pensarli semplicemente come “gruzzolo” e non come investimento ad esempio? Oggi si dispone di una miriade di strumenti finanziari, misti assicurativi, pure per trasformare, se necessario, la casa di proprietà in soldi contanti, con la tranquillità di lasciare i muri solo quando lo deciderà il padreterno. E per fare scelte oculate, non basta più solo come riferimento la “propensione al rischio”. Serve anche altro. Che io chiamo progetto di vita, e che obbliga ad un cambio di prospettiva: da una logica votata all’accumulo, ad una sbilanciata sull’investimento. La domanda di fondo è un po’ “che cosa intendo fare da domani mattina?”, che è altra cosa dal chiedersi “che cosa farò nei prossimi mesi”. E’ la differenza che c’è fra un piano e un “buon proposito”, per capirci.

Da dipendente aziendale a dipendente Inps

La questione economica è sempre ai primi posti. E’ l’effetto della permuta da dipendente aziendale a “dipendente INPS”. La prestazione economica sarà inferiore, quindi obbligo di ripensare tutto ciò che era dato per scontato, che consentiva di dire “me la passo bene”. Il vissuto della “perdita” (di che cosa in realtà??) preoccupa. E allora si cerca di correre ai ripari, cercando di tutelare il proprio potere di acquisto. Come ho già detto, siamo abituati a dare valore alle cose partendo dal loro valore economico. E più il valore economico è alto e più è desiderato, offre “esclusività” (desiderabilità sociale..). Se si ripartisse da una domanda progettuale, del tipo: “in questo momento che cosa è importante per me?”, il percorso sarebbe certamente più tortuoso e accidentato, faticoso. Ma aiuterebbe molto a capire priorità, a scegliere gli strumenti più adatti. I consulenti bancari sono abilissimi nelle loro proposte (ne so qualcosa perché per anni io stesso li formavo alle tecniche di vendita…), e sanno aprire varchi preziosissimi (per loro). Nessuna demonizzazione, sia chiaro. Fanno solo il mestiere per cui sono pagati.

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Il benessere nella mia nuova fase di vita

Su internet trovate consigli di tutti i tipi (interessati e quasi disinteressati). Ma attenzione: non si sceglie in basse alla convenienza dello strumento assicurativo o finanziario, ma in base a quello che considero importante per la qualità: il mio benessere, e ritorniamo lì, nella mia nuova fase di vita.

Che banalmente vuol dire che cosa “spenderò” subito, che cosa “più avanti” (con un “quando” definito), che cosa desidero “lasciare” ai miei posteri, quali rischi intravvedo e come intendo affrontarli (le assicurazioni propongono di tutto…). Lo scrivo come esempio, non consideratelo già come uno schema di lavoro.

E’ solo un accenno al momento. Ritornerò a tempo debito anche su questo, con l’intento non di sostituirmi alla competenza dei consulenti finanziari quanto di preparare il terreno ad una riflessione personale progettuale, che “tenga dentro” una variabile, quella economica, che contribuisce (ma non è la sola) alla sostenibilità del nostro “progetto di vita”.

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