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Avventure sulla ciclabile della Martesana – 1^ Puntata

Giornata calda. Molto calda. Guardo fuori dalla finestra, contro sole, i colori sono abbaglianti. Il televisore è lì, da grande tentatore mi poggia il telecomando quasi sotto le dita. Il bello del pensionamento è anche questo: ti alzi, sbirci quello spicchio di mondo che ti sopporta fuori della finestra e decidi che fare. Quando poi sei da solo senti tutto (o quasi) il profumo della libertà. Se stai bene (e fino a quando sarà così) quel profumo è inebriante.

Gli scongiuri sono di prammatica.

 

 

 

Guardo il mio cactus (che ha come me un rapporto controverso con l’acqua), e la sua spinosità mi risulta sgradita. Perché? Che cosa mi ricorda? Le spine del quotidiano che cerco di non vedere? Forse…

Ma ora ho una decisione da prendere: come spendere la giornata? E quella seguente?

Voglio lasciarmi ispirare. Cedo alla tentazione, e mentre mastico una brioche asfittica di quelle confezionate, gioco con il telecomando. Il “wow” è dietro l’angolo ad aspettarmi: una trasmissione parla di una ciclabile “fantastica” nel Franciacorta, dove puoi coniugare salute, palato, vista in modo perfetto.

Bicicletta! Ecco la parola chiave. Eccola: bicicletta.

Sono anni che dorme in cantina la mia vecchia Bianchi, una mountain bike ammortizzata tanto apprezzata dal mio sacco di pelle.

Scendo in cantina: è ancora lì, poco corrotta dalla ruggine, ancora sporca dei suoi antichi viaggi e della violenza della polvere del tempo e dei ragni. Bisogna rimetterla in servizio. Appena possibile.

Il lavoro di risistemazione è troppo per le mie voglie, e in mattinata, dopo sommaria spolverata è già da un riparatore vicino a casa. Gli prende una fulminata quando la vede: non vuole, c’è troppo da fare. Me ne propone una nuova. Al costo del lavoro di riparazione. La bici sono come le scarpe comode: non vorresti mai separartene. Recito una scena (pietosa) e lo convinco alla riparazione.

Passano 3 giorni e la mia Bianchi è di nuovo in servizio. Pure pulita. E’ perfetta: freni, cambio, sospensioni. Per fare cifra tonda il ciclo riparatore mi rifila un ciclocomputer che sembra uno smartphone. Manca solo l’attacco per il caffè.

Gongolante torno a casa. Pedalata fluida, ma il sellino … proprio mi fa male. Ho capito che ora mi mancano due cose, prima di diventare (tornare) un ciclista operativo ed itinerante: la sella e l’abbigliamento.

 

 

 

Leonardo l’amico ritrovato

Sono contento. Però che fare? Ho bisogno di consigli. Uno sforzo di memoria fra il giro di conoscenze e mi viene in mente il mio vecchio collega Leonardo, appassionato di cicli. Lo contatto con Facebook. Potenza dei social. Quando due uomini scoprono un’autentica passione in comune, il sodalizio umano cresce più in fretta di un battito di ciglio. E così, dopo qualche giorno, davanti ad un aperitivo mi snocciola i suoi consigli.

… aveva ragione il ciclista a dire che era ora di cambiare …

“Vedi, caro Gino, secondo me il tuo ciclista aveva ragione: è venuto il momento di cambiare la bicicletta. Io, ad esempio,  mi sono comprato una bicicletta a pedalata assistita. Tu mi dirai che non è lo stesso, che così è troppo facile e non si fa movimento. Questo non è vero perché la bici elettrica non va se non pedali. Quindi  non è vero che non serve per allenarsi”.

 

 

“In realtà la e-bike, come la chiamano i giovani d’oggi, permette di percorrere più chilometri con la stessa energia. E devo dirti anche, Gino, che c’è un aspetto molto più importante per cui ho scelto di acquistare una bicicletta elettrica: grazie al motore, quando usciamo in compagnia siamo tutti allo stesso livello e quindi possiamo condividere il piacere di una gita senza che nessuno resti indietro. Pensa che anche Fiorella e Mirella hanno appena preso una bici elettrica e proprio la prossima settimana abbiamo deciso di sperimentare tutti insieme la ciclabile della Martesana.”

Leonardo mi ha preso in contropiede. Non avevo pensato assolutamente alla bici elettrica. Ma non vado a chiedere alla Mirella e alla Fiorella che cosa hanno comperato. Immagino che per loro il criterio estetico sia stato assai rilevante (il colore, la linea..). Io non ho bisogno di una bella bici, ma di una “comoda” bici. Accolgo il consiglio di Leonardo: “Vieni con me in negozio a consigliarmi?”

 

Avventure sulla ciclabile della Martesana: Presentazioni

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